Meditazione per Gaia: celebrare la creazione
La meditazione guidata costituisce forse il rito più semplice che
si possa effettuare.
Tutto ciò che vì occorre è la ricettività
che vi permetta di scavare una nicchia silenziosa all'interno di voi stesse
assieme alla volontà che si manifesti quanto è parte del
mistero. L'uso della parola meditazione evoca spesso sofisticate tecniche
di respirazione e interminabilí momenti trascorsi rimanendo seduti
in scomode posizioni. Per fortuna, non deve necessariamente essere così;
sovente basta chiudere gli occhi e acquietare i pensieri fino a sentire
il centro del proprio essere, quell'aspetto di sé che è
costante e perfetto.
La meditazione guidata è una modalità che permette di strutturare
un'esperienza nell'ambito di questo spazio.
Sedetevi su un comodo giaciglio in una stanza silenziosa, dove avete la
certezza di non essere disturbate.
Non sarebbe male se la stanza fosse illuminata da luci soffuse, meglio
ancora se queste luci provengono dalle candele; la luce della candela
delinea in maniera ottimale il passaggio dalla quotidianità a un'esistenza
più primordiale, laddove l'illuminazione era assicurata dal fuoco
anziché dall'elettricità.
All'interno di questa nicchia, permettetevi di dimenticare tutti i crucci
e le preoccupazioni che hanno scandito la vostra giornata. Attraverso
questo gesto che consiste nel distaccarsi dalla vostra consueta esistenza,
avete fatto sì che il vostro spazio divenga sacro, «separato
da» ogni altra cosa.
Dopo esservì accomodate all'interno della vostra sacra nicchia,
date un'occhiata a ciò che vi circonda. Che cosa vedete? Potete
per esempio affacciarvi alla finestra e annotare l'ora del giorno o della
notte, il punto in cui si trova il sole o la luna, il periodo dell'anno,
le condizioni atmosferiche. Ora chiudete gli occhi e ponetevi all'ascolto
di ciò che udite. A seconda del luogo in cui abitate, potreste
udire il cinguettio dì un uccellino o le voci di un gruppo di bambinì
che gìocano. Se vivete in una grande città, potrete udire
dei rumori di clacson o l'urlo dell'antifurto di un'automobile in sosta.
A prescindere da tutto ciò, lasciate che tutti i suoni che udite
comincino a sfumare non appena notate il suono del vostro respiro.
Infine, soffermatevi sulle vostre sensazioni. Il punto in cui siete sedute
è rigido oppure morbido? Che tipo di sensazione vi dà il
contatto della pelle con la stoffa dei vostri indumenti o con il rivestimento
della sedia, della poltrona o del divano? Lasciate che anche tutte queste
sensazìoni si dissolvano, a mano a mano che vi addentrate nell'essenza
più profonda di voi stesse.
Ripercorrete la vicenda di Gaia. Provate a pensare alla portata di un'esperienza
quale la creazione dell'universo generato dal suo ventre divino. Proprio
come Gaia, la maggior pane di noi ha la capacità di creare la vita
all'interno di sé.
Cercate di ricordare la prima volta che siete divenute consapevoli delle
stagioni dell'anno, tutto ciò che Gaia ha creato: ricordate la
vostra prima nevìcata o quella torrida notte d'estate in cui perfino
la vostra pelle risultava troppo incandescente? Quando vi siete accorte
per la prima volta che la vita era scissa in due parti, l'una governata
dal sole e l'altra governata dalla luna e dalle stelle?
Mentre riflettete su tutto questo, considerate i cicli della nostra Terra,
gli altri pianeti, il Sole e il Cosmo, e sappiate che onorandoli con la
vostra attenzione, voi non sarete meno creatrici di Gaia.
Quando siete pronte, aprite gli occhi.
Tratto da La Dea Interiore,
Kris Waldherr, ed. Xenia
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