La Luna
Simbolismo, miti, archetipi, significati e influenze

Luna di Dicembre
o Luna fredda, luna della quercia, luna della neve, luna delle lunghe notti, Aerra Geola (mese prima di Yule), Wintermonat (mese d'inverno), Heilagmanoth (mese sacro), luna del grande inverno, luna degli alberi spogli



Luna del fuoco della conoscenza, luna della neve

La mitezza dell’autunno ha ceduto lentamente il passo alla stagione del grande freddo, che rapidamente si avvicina.
Il vento autunnale ha staccato dai rami anche le ultime foglie, che ora ricoprono la terra spoglia nel momento del suo riposo.
In molti luoghi, questo è il tempo della prima neve.
Come Madre Terra ha lasciato cadere tutti i suoi ornamenti, per concentrarsi sull'essenza delle cose, anche la nostra attenzione può rivolgersi verso il nucleo interiore della nostra spiritualità.
Durante la fase di trasformazione scorpionica abbiamo potuto lasciare andare tutto quanto è superfluo ed incontrare l'ombra dentro di noi, ma ora il tempo del buio sta per terminare e anche noi possiamo prepararci ad una rinascita spirituale; è infatti nel sonno invernale della natura che nascono i semi dei progetti futuri.
In natura come dentro di noi, siamo infatti nel tempo del Sagittario, terzo della triade del fuoco.
Questo non è il fuoco iniziatore dell’ariete, né il fuoco del cuore leonino. Questo è il segno che apre le porte allo spirituale, insegnandoci che la natura umana per essere completa ha anche bisogno di credere in qualcosa, ha bisogno di una fede.
E così il fuoco del Sagittario, domicilio del grande Giove, è una freccia che punta verso l’alto e vibra nella ricerca di verità, di conoscenza, di significato.
La fase buia dell'anno sta giungendo al suo apice, ma proprio allora un nuovo dio sole nascerà, dando inizio ad un nuovo ciclo, ad un rinnovamento.
E' questo il solstizio d'Inverno, Yule, o ritorno della luce, che ha luogo il 21 dicembre, e il cui significato etimologico è ruota, a indicare che un altro giro è stato dato, negli eterni cerchi della ruota della vita.
In questa magica notte un vecchio Sole si sacrifica spegnendosi, mentre dal grembo notturno di Madre Terra nasce un nuovo Sole Bambino, il “figlio della promessa”, che rinasce dall’utero della grande madre all’alba, e si prepara a fecondarla con nuovi raccolti, garantendo la continuità della vita.
Molti furono i miti con cui gli uomini celebrarono questo importante momento di passaggio in ogni tempo.
Le popolazioni nordiche mettevano in scena la battaglia tra il Re Agrifoglio (che rappresenta l’anno trascorso) e il Re Quercia (che rappresenta il nuovo anno), che vince sul precedente. Oppure le nozze fatali tra la notte più lunga ed il giorno più breve, rappresentati dal sole e la luna, il Dio e la Dea.
Le popolazioni agrestri si riunivano, accendevano fuochi propiziatori e seguivano tradizioni le cui tracce troviamo ancora nelle moderne feste di Natale e Capodanno.
Nell’antica Roma si celebrava il “Dies Natali Solis Invicti”, il giorno della nascita del Sole Invincibile, in seguito assorbita dal Natale cristiano.
Anche la stessa festa di Santa Lucia, che si celebra il 13 dicembre, è un evidente richiamo al ritorno della Luce.
Yule è da sempre un momento propizio per tutti, in cui contattare la propria luce interiore, ed esprimere nuovi propositi e nuovi desideri.
Accogliamo anche noi il ritorno della Luce con la sacralità che è dovuta a questo evento, e nella profondità del nostro essere contattiamo la scintilla del nuovo Sole nascente,  e il messaggio di speranza e di rinnovata fiducia che sempre accompagnano ogni rinnovamento.


Per entrare in sintonia con le energie di questa lunazione, il cerchio della luna propone la meditazione nel tempo del Sagittario, tappa del percorso che, di luna in luna, ci pone in contatto con il cammino evolutivo dello zodiaco, che traccia un sentiero di crescita spirituale in ognuno di noi, in armonia con la spirale evolutiva della vita.
Sempre in armonia con il tempo della luna di dicembre, è disponibile on line la bellissima meditazione per incontrare la Dea Sophia, fonte di Luce e di spiritualità più sublime.

Le meditazioni guidate sono già disponibili ed è possibile acquistarle dal sito a fronte di un piccolo contributo, in modo che anche chi non abita vicino possa seguirle.

Spiriti di Natura: fate della neve, fate delle tempeste, fate dei pini
Piante: agrifoglio, edera, abete, vischio
Colori: rosso, bianco e nero
Fiori: agrifoglio, cactus
Profumi: violetta, patchouli, geranio, incenso, mirra, lillà
Pietre: serpentina, giacinto, crisolito
Alberi: pino, abete, agrifoglio
Animali: topo, cervo, cavallo, orso, cornacchia, pettirosso
Divinità: Hathor, Ecate, Neith, Atena, Minerva, Ixchel, Osiride, Norns, le Parche

Energia: resistenza, morte, rinascita; giro delle maree sulla Terra. Oscurità. Tenebre. Piccoli artifici personali. Sentieri spirituali. Incontro con amici e famiglia, i solitari e i poveri.


Il cielo di dicembre 2013
La ruota dell’anno gira ed eccoci a dicembre, ultimo mese dell’anno, che coincide con il tempo del sagittario che volge verso il capricorno.
Il sole ha fatto il suo ingresso nel terzo segno di fuoco già il 22 novembre e ci introduce al nuovo mese con un bellissimo trigono ad Urano, che si forma proprio il primo dicembre, e che sembra anticipare l’energia del novilunio che si compie il giorno 3, quando sole e luna si abbracciano a 10° del sagittario dando inizio all’ultima lunazione di quest’anno solare. Si tratta di un novilunio che, nel pieno rispetto dei valori sagittariani, ci invita a superare i nostri confini per guardare oltre, fare nuovi progetti e ampliare le nostre possibilità, non solo sul piano fisico e culturale, ma anche e soprattutto su quello spirituale, poiché sagittario è proprio il segno in cui l’uomo rivolge il suo sguardo verso il cielo sperimentando finalmente la fede e il desiderio di infinito.

E sempre in sagittario fa il suo ingresso anche Mercurio, il messaggero divino che a partire dal 5 del mese ravviva i segni di fuoco con la sua mobile ed energizzante forza fino a Natale, quando si trasferisce nella terra del Capricorno.
Qui in capricorno troviamo ancora la bella Venere che come ho spiegato lo scorso mese sta compiendo un lungo transito in questo segno senz’altro addolcito e rincuorato dall’armoniosa presenza, mentre il divino suo amante nonchè guerriero dello zodiaco, Marte, entra in Bilancia dall’8 del mese, dando a sua volta inizio ad un anello di sosta che lo tratterrà nel secondo segno d’aria fino ben al 26 di Luglio, attivando da subito una serie di quadrature con i pianeti che si trovano a transitare in capricorno (sole, mercurio, venere e plutone) e cancro (Giove), nonché in opposizione in Ariete (Urano).

Insomma, si prevede una certa tensione sul piano collettivo poiché ancora una volta si propone l’annoso scontro tra gli ideali (elemento aria) e la realtà dei fatti (elemento terra), rinnovamento contro tradizione, nuove forze contro vecchi poteri, e non mancheranno episodi di rabbia e tentativi di repressione.

Sul piano individuale saranno i segni interessati dalla grande croce cardinale a risentire maggiormente della tensione in atto, capricorno-ariete-cancro-bilancia, che avranno modo di lavorare sull’arte della pazienza, in particolare Ariete che si ritrova il proprio governatore all’opposizione per un tempo non breve.
Un po’ facilitati Capricorno e Cancro grazie alla posizione armoniosa di Saturno in scorpione, nonché bilancia che galvanizzata dalla presenza di marte, non ne avrà più per nessuno.

Per quanto riguarda gli altri pianeti e segni, Giove ancora retrogrado torna fino a 16° del Cancro, continuando a distribuire i suoi germogli di ottimismo ai segni d’acqua, in particolare della seconda decade.
Saturno invece avanza questo mese fino a 20° di Scorpione, portando i suoi stimoli di crescita e le sue prove alla terza decade di un po’ tutti i segni, ma in particolare acquario leone e toro che lo hanno in aspetto disarmonico e che avranno modo di operare importanti potature.
Urano non si muove dai 9° di ariete dove continua la sua opera di rinnovamento in rottura col passato, e dal 18 dicembre riprende il moto diretto, mentre Nettuno , stabile a 3° di Pesci continua la sua lenta erosione di ogni precaria certezza su cui il vecchio mondo ancora si arrocca, mentre avanza di un altro passo il dio dell’oscurità, Plutone, che arriva a 11° di capricorno e inizia a proporre la sua metamorfosi alla seconda decade di tutti i segni, ma in particolare a quelli di terra.

Il 20 del mese come ogni anno si compie il solstizio d’inverno e, nella notte più lunga dell’anno ecco che la luce riprende a crescere su questo emisfero della terra.
Come insegna infatti l’antica tradizione, nella notte di Yule un vecchio sole muore, un ciclo si chiude nella fredda terra invernale, ma già l’alba del nuovo giorno porta la nascita di un nuovo sole bambino, che si prepara a crescere di giorno in giorno in forza e luce, fecondando la terra con nuovi raccolti e nuove possibilità.

Auguro un Natale/Yule di pace e di amore ad ognuno di voi.




Testo di Manuela Caregnato per http://www.ilcerchiodellaluna.it inserito nel sito il 25 novembre 2012
©www.ilcerchiodellaluna.it 2012

Immagine di apertura: Wendy Andrews

Le fasi lunari di dicembre 2013 (G.M.T. tempo universale):



Luna Nuova : 3
dicembre alle 00:23
Primo Quarto: 9 dicembre
Luna Piena: 17 dicembre alle 09:29
Solstizio d'Inverno: 21 dicembre
Ultimo Quarto: 25 dicembre



La Luna di dicembre in giardino
di Mimmo Tringale*

Siamo vicini al solstizio d'inverno. In prossimità dell'inverno astronomico, nell'emisfero nord la durata del dì decresce gradualmente fino al 21 dicembre, data del solstizio d'inverno, quando il sole raggiunge il punto più basso della sua orbita.
A partire dal 23 dicembre si assiste al fenomeno opposto: le giornate si allungano lentamente e il sole riprende a salire rispetto all'orizzonte.
Apparentemente, i vegetali appaiono totalmente immersi nel sonno dell'inverno, ma in realtà anche in questa parte dell'anno i loro tessuti registrano le impercettibili onde cosmiche che arrivano dalla luna.
Tradizionalmente si ritiene che tali influssi siano particolarmente benefici quando il chiaro di luna si accompagna a notti limpide e fredde. Quando questo avviene è molto probabile che la prossima annata sarà più rigogliosa, la vendemmia più ricca e i raccolti più precoci.

in giardino
I giorni di luna crescente del mese sono i più indicati per la messa a dimora di nuovi alberi e la piantagione dei bulbi primaverili.

nel frutteto (luna calante)
Se non è gelato, preparare il terreno per le piantumazioni primaverili. Effettuare le concimazioni di fondo. Se non l'avete ancora fatto trattate i tronchi e le branche principali dei fruttiferi con la pasta per tronchi. Proteggere le piante più sensibili dalle gelate. Quando la vegetazione è "ferma", raccogliere le marze destinate agli innesti e conservarle in un locale fresco o in frigorifero.

nell'orto
Semine (luna calante)
A dimora, in serra: agretto, lattuga da taglio, radicchio da taglio, spinacio, valerianella.

Semine (luna crescente)
A dimora in serra (solo se non si prevedono periodi molto freddi): ravanello.

Lavori (luna calante)
Interrare le piante da sovescio (facelia e senape). Eseguire le concimazioni di fondo. Se non è gelato preparare il terreno per le colture primaverili. Lavorare i terreni argillosi per favorire l'azione strutturante del gelo-disgelo.

* tratto da: http://lifegate.it/alimentazione/articolo.php?id_articolo=475


Le Erbe di Dicembre in cucina
a cura di Betty Forner



Dicembre è il dodicesimo ed ultimo mese dell'anno secondo il calendario gregoriano, consta di 31 giorni e si colloca nella seconda metà di un anno civile.
Dal latino decem, "dieci", perché era il decimo mese del calendario romano, che iniziava con il mese di marzo.

Vischio



Pianta parassita che affonda le radici nei tronchi di vari alberi e si alimenta della loro linfa; le foglie sono perenni (sempreverdi) e i frutti sono bacche gelatinose, somiglianti a perle.
Il vischio è dunque una pianta molto particolare, le cui radici affondano nei rami e nei tronchi degli alberi invece di attecchire nel terreno. I suoi semi, per germinare, hanno bisogno della luce del sole, diversamente dalla maggioranza degli altri semi, che hanno bisogno dell'oscurità. Allo stadio adulto, il vischio riesce a produrre clorofilla anche al buio.
Le caratteristiche medicinali del vischio, conosciute già dei tempi di Ipocrate e Plinio, sono assai interessanti e di recente si sono scoperte anche le sue proprietà antitumorali, proprietà sulle quali proseguono tuttora le ricerche.
Il vischio agisce con gli effetti qui elencati è un notevole regolatore del sistema circolatorio ed è una delle piante più efficaci che si conoscano contro l'ipertensione arteriosa, poiché migliora l'irrorazione sanguigna del cervello e del cuore, indeboliti a causa dell'indurimento (arteriosclerosi) delle arterie cerebrali o coronariche. Se ne consiglia l'uso in caso di arteriosclerosi cerebrale (nausea, vertigini, ronzio nelle orecchie) o coronarica (angina pectoris). Si può anche somministrare in via preventiva a che abbia avuto attacchi di trombosi o embolie cerebrali. Calma la sensazione di oppressione nel petto, le palpitazioni, il nervosismo e le cefalee; anticamente si usava come sedativo anche negli attacchi epilettici e nelle crisi isteriche. Aumenta la produzione di urina e l'eliminazione dei residui tossici del metabolismo, come l'urea e l'acido urico; è indicato in caso di nefrite, gotta, artrite e ogni qual volta si voglia depurare il sangue. In applicazioni locali allevia i dolori reumatici, inoltre è molto efficace negli attacchi acuti di lombaggine o di sciatica. Viene utilizzato in caso di irregolarità del ciclo o in caso di mestruazioni eccessivamente abbondanti e di emorragie uterine grazie al suo effetto emostatico.
Del vischio sono state isolate alcune proteine conosciute come lactine, efficaci
distruttrici delle cellule tumorali (effetto citolitico). Queste proteine stimolano allo stesso tempo il timo e le difese cellulari dell'organismo: in esperimenti di laboratorio il vischio è riuscito a curare tumori superficiali, dando risultati soddisfacenti; si spera perciò, nei prossimi anni, di raggiungere nuove scoperte che possano essere impiegate clinicamente.

Vino di vischio

50 gr. Di foglie di vischio
1 litro di vino rosso

Si fanno macerare le foglie nel vino rosso per 10 giorni.
Si beve a bicchierini prima del pasto principale.


Radicchio



Il radicchio di Treviso è un tipo di radicchio rosso, caratterizzato da foglie dette "screziate" a causa della loro particolarità che le fa apparire simili, per forma, alle rose, con foglie di color panna spruzzate e punteggiate di rosso. Il sapore è decisamente amarognolo, ma delicato allo tempo stesso.
Il crespo di questo tipo di radicchio, ha una forma che ricorda appunto un fiore, con foglie larghe e leggermente arricciate.
La coltivazione del radicchio rosso, secondo la tradizione, iniziò nella seconda metà del secolo XVI presso il paese di Dosson in provincia di Treviso. Il metodo di coltivazione prevedeva fino agli anni sessanta la coltivazione in pieno campo, la raccolta, la preforzatura e il successivo imbianchimento in ambienti caldi e ricchi di sostanze organiche (molto spesso si trattava di letamai). Poi, in seguito alla diffusione dei pozzi artesiani e una fortunata intuizione di alcuni produttori si passò al metodo di imbianchimento in acqua. Questa tecnica prevede che il radicchio, dopo essere stato colto, venga messo ad imbiancare in vasche d'acqua per un periodo variabile tra una quindicina e una ventina di
giorni; si ottiene così un radicchio croccante e dal gusto più delicato.
Dal radicchio rosso di Treviso si ricavano numerose specialità alimentari tra le quali vale la pena di ricordare l'amaro omonimo che è stato riconosciuto dalla regione Veneto come uno dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani.
Il radicchio é depurativo ed è consigliato in caso di stitichezza e cattiva digestione; inoltre è ottimo come terapia alimentare complementare in caso di diabete ed obesità. La ricchezza in oligoelementi e sali minerali ne consiglia l’uso in tutte le forme di artrosi e come alimento importante per chi soffre di reumatismi.

Fusilli con radicchio, noci e ricotta

400 gr di fusilli
1 scalogno
3 cespi di radicchio rosso di Treviso
100 gr di ricotta fresca
10 noci sgusciate
1 noce di burro
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1/2 bicchiere di vino bianco secco
prezzemolo tritato
sale

Far appassire nell’olio lo scalogno. Aggiungere il radicchio mondato, lavato e tagliato. Versare il vino bianco e lasciare evaporare. Mettere la ricotta sbriciolata e le noci tagliate finemente, salare.
Portare ad ebollizione l’acqua salata e cuocere i fusilli. Spadellare i fusilli con la salsa, aggiungendo
il prezzemolo.

Verza



Accanto al cavolo rosso e a quello bianco, la verza con le foglie increspate, detta comunemente verza, è la terza varietà di cavolo. Proviene dalle regioni mediterranee settentrionali. Questa varietà di cavolo viene menzionata per la prima volta nel 16° secolo, in Lombardia ed è per questo che è conosciuta anche con il nome di cavolo di Milano. Verza deriva dal latino viridis, verde, per via del suo colore. Oggi si distingue tra verza precoce e verza estiva, con teste allentate e leggere, la verza gialla, con testa compatta e la verza invernale, con testa più allentata e verdeggiante.
Le foglie di verza schiacciate, applicate come impacco, sono usate anche nel caso di dermatiti, ferite e reumatismi, perché favoriscono l’eliminazione delle tossine.
La verza è contiene molti sali minerali (potassio, calcio e fosforo), oligoelementi e vitamine, soprattutto vitamina C, E e acido folico.

Fagottini di verza

10 gr di burro
sale, pepe dal macinapepe
50 gr di riso ad es. Carolina
1 grossa verza ca. 600 g
un pezzettino di porro
2 grosse cipolle
1 spicchio d'aglio
20 gr di erbe miste ad es. timo, rosmarino, prezzemolo
burro per la forma
250 gr di carne macinata di maiale
1 uovo
2 dl di brodo

Salsa:
1 piccola cipolla
400 gr pelati tritati
3-4 cucchiai di crème fraîche
10 gr di burro
sale, pepe dal macinapepe

Bollite il riso, passatelo sotto l'acqua fredda e lasciatelo sgocciolare. Nel frattempo sbollentate brevemente le foglie di verza, passatele sotto l'acqua fredda e stendetele su un panno pulito. Tagliate il porro per il lungo a striscioline, sbollentatele brevemente e passatele subito in acqua gelida. Tritate le cipolle e l'aglio e soffriggetele nel burro per 8-10 minuti, finché risultano cotte e dorate. Tritate le erbe. Scaldate il forno a 180°C. Imburrate una pirofila. Eliminate la costola centrale delle 8-12 foglie di verza più grosse. Seccate le foglie tamponandole. Tagliate le altre finemente e mescolatele con la carne macinata, le cipolle soffritte, metà delle erbe, un uovo, il riso e con le spezie. Distribuite il ripieno sulle foglie di verza e formate dei fagottini che sigillerete con una strisciolina di porro. Accomodate i fagottini nella pirofila, scaldate il brodo e versatelo sui fagottini. Coprite e cuocete nel centro del forno per ca. 20-30 minuti.
Per la salsa tritate le cipolle e soffriggetele nel burro. Unite il pomodoro e lasciate sobbollire per 5 minuti. Incorporate la crème fraîche, portate a bollore per poco tempo e passate la salsa al mixer. Distribuitela quindi in piatti caldi, cospargetela di trito d'erbe e servite sulla salsa un fagottino di verza.

Fonti:
www.fontanarossa.net
www.radicchio.net
http://it.wikipedia.org
http://www.benessereblog.it
http://www.radicchio.it
http://www.saison.ch






 



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