Luna
di Luglio
o Luna delle Erbe, Luna del Tuono, Luna del Fieno…
La luna Madre, luna del Fieno
La stagione dell’abbondanza è al culmine, la vegetazione
è lussureggiante, il raggi del sole intensi e l’aria corposa,
profumata, aromatica.
L’erba alta nei prati è pronta per essere falciata ed anche
i cereali sono vicini alla maturazione.
Questa è la luna del fieno, quando la Terra nutriente e rigogliosa
ha già dato buona parte dei suoi frutti, e può permettersi
di assumere al meglio quel carattere ricettivo e accogliente di Grande
Madre, che corrisponde all’energia del segno zodiacale di questo
mese, il Cancro.
Cancro, dominato dalla Luna, è il
segno femminile per eccellenza, legato al concetto di materno, radici,
nido, famiglia.
Un tempo, quando anche la Terra era chiamata Madre, era naturale per gli
esseri umani sentire il profondo legame che ad Essa ci univa e il rapporto
con la Essa, considerata divina, era intriso di gratitudine e rispetto
da un lato, e di timore dall’altro. Come ogni madre, la Terra era
fonte di nutrimento, vita e piacere, ma era anche spaventosa nella sua
ira e nella furia dei suoi elementi.
Il processo di “emancipazione” dell’uomo ha spezzato
questo legame e noi, come adolescenti ribelli, abbiamo sempre più
rinnegato le nostre radici. Ma la nostalgia per ciò che si è perso è un forte
richiamo, e i tempi sono più che maturi per rivisitare il nostro
rapporto con la prima fonte di vita.
Approfittiamo di questo tempo dell’anno, che per molti coincide
con le vacanze, per fare un passo avanti nel nostro legame con Madre Terra.
A qualsiasi stadio del rapporto ci troviamo, possiamo decidere di progredire
dalla capricciosa dipendenza infantile, verso una matura assunzione di
responsabilità, fino a scegliere consapevolmente di collaborare
con Lei, con la Madre Terra, come esseri alla pari, individui finalmente
adulti in grado di contribuire al benessere e alla tutela del nostro pianeta.
Il tempo delle vacanze è una condizione ideale anche per entrare
in contatto con la propria interiorità, il mondo della emozioni.
Nella momentanea assenza di attività frenetiche possiamo concederci
il piacere di meditare, e rielaborare le esperienze delle scorse stagioni,
esercitando una delle più belle funzioni dell’’elemento
acqua: trattenere ciò che è utile, metabolizzandolo,
ed espellere ciò che non ci serve più, lasciandolo veramente
andare come una vela sul mare.
Per entrare in sintonia profonda con le energie del mese di Luglio, e
con le tinte che ad esse darà il cielo in questo 2010, il Cerchio
della Luna vi propone una meditazione guidata, tappa del percorso
che, di plenilunio in plenilunio, ci mette in contatto con il cammino
evolutivo dello zodiaco, che traccia un sentiero di crescita spirituale
in ognuno di noi in armonia con la spirale evolutiva della vita.
La meditazione è registrata ed è possibile
scaricarla dal sito, a fronte di un piccolo contributo.
Corrispondenze della luna di Luglio
Spiriti di Natura: hobgoblins (piccole, bizzarre, ma amichevoli creature
simili ai folletti), fate delle messi raccolte
Piante:agrimonia, caprifoglio, balsamo di limone, issopo.
Colori: argento, blu-grigio
Fiori: loto, ninfea, gelsomino
Profumi: iris, incenso
Pietre: perla, agata bianca
Alberi: quercia, acacia, frassino
Animali: granchio, tartaruga, delfino, balena, ibis
Divinità: Khepera, Atena, Giunone,
Hel, Holda, Cerridwen, Nephthys, Venere
Il cielo di luglio 2010:
Siamo nel mese del cancro, e proprio i nati nei primi giorni di questo
segno si trovano di questi tempi ad affrontare sul piano personale la
quadratura di giove e urano dall’Ariete e l’opposizione di
Plutone dal Capricorno .
Ogni sfida nasconde una grande opportunità e così anche
i cancerini, che per loro natura non cambierebbero mai niente, sapranno
affrontare gli importanti cambiamenti che la vita proporrà loro.
In realtà non saranno i soli, poiché l’aspetto coinvolge
i 4 segni cardinali, seppur con toni diversi, stressando in particolare
la Bilancia.
Per quanto riguarda i rimanenti segni, Venere dispenserà i suoi
favori ai segni di fuoco per i primi dieci giorni del mese, mentre dal
10 si sposterà in Vergine e saranno i segni di terra ad esserne
i favoriti.
Anche perché sempre in Vergine troviamo Marte fino alla fine del
mese, pronto ad energizzare anche la più statica delle esistenze,
aiutato da Mercurio che dal 27 fa il suo ingresso sempre nella Vergine
e dà inizio al lungo anello di sosta che lo tratterrà in
questo segno fino ad Ottobre.
Lascia la Vergine invece Saturno, che il 22 luglio entra in Bilancia,
perfezionando l’opposizione ad Urano in Ariete (retrogrado dal 6
Luglio), già in atto da tempo, tra moti diretti e retrogradi dei
due pianeti.
Si ripropone dunque sul piano collettivo lo scontro tra “vecchio”
e “nuovo”, tra gli irrigidimenti del vecchio mondo e del vecchio
potere che non vuole cedere, e la spinta al rinnovamento e alla ribellione
che ora con Urano in Ariete si fa ben più forte, più aggressiva,
certamente più difficile da contenere rispetto a quando urano si
trovava nei teneri Pesci.
Anche Giove, toccati i 3 gradi di Ariete, diventa retrogrado dal 23 Luglio,
giorno in cui il Sole entra in Leone, trionfalmente accompagnato da un
bel trigono a giove e urano ed un sestile a saturno.
Il novilunio dell’11 luglio si compie a 19 gradi del cancro, in
sesta casa, ed è accompagnato da un’eclissi di sole
totale che sarà visibile per una manciata di minuti (4
e mezzo) sull’Oceano Pacifico e in particolare in Polinesia, dove
il sole sorgerà come ogni mattina intorno alle 7 locali, ma alle
8.30 la luna si frapporrà tra lui e il nostro pianeta.
La terra si farà buia in piena mattina, l’aria si raffredderà,
e il cielo oscurato offrirà lo spettacolo della volta stellata
dell’emisfero australe, dove le stelle brilleranno in pieno giorno
e, per pochi incantati momenti, la luna sarà circondata da una
corona di luce.
L’eclissi solare è un evento molto affascinante, come dimostra
il picco di prenotazioni con destinazione l’isola di Pasqua in occasione
dell’evento. Secondo le leggende tahitiane si tratta di un appuntamento
d’amore tra il dio sole e la dea luna**.
Sul piano astrologico, psicologico e simbolico però non è
che sia proprio una festa.
La luna, frapponendosi tra sole e terra, oscura l’astro dorato per
un lasso di tempo durante il quale proietta un cono d’ombra sulla
terra, privandola per un poco della benedizione dei suoi raggi carichi
di luce, calore ed energia.
Energeticamente si tratta di un oscuramento dell’io solare, dell’identità
in atto,della volontà.
E’ un momento di crisi della coscienza dell’essere, dove il
passato e l’ombra del collettivo (luna) oscurano il presente (sole),
forse per ricordarci la precarietà dei nostri fragili IO, di fronte
all’infinito e all’eterno.
A conclusione il plenilunio, che ha luogo il 26 luglio, con sole in leone
e luna in acquario, alle 2.37 ora italiana.
** leggenda Mahoi
Tanto tanto tanto tempo fà, il dio sole, La’a, si innamorò
perdutamente di Marama, la dea luna. Il loro amore era così intenso
che, man mano che i loro incontri si facevano più frequenti, La’a
diventava sempre più incandescente. Finché, infuocato dal
suo amore per la luna, rischiò di bruciarla. I due amanti allora,
disperati, furono costretti a separarsi. Ma il loro amore è così
forte che, una volta all’anno, ancora si incontrano. In quel giorno
si verifica un’eclissi.
Testo di Manuela
Caregnato per http://www.ilcerchiodellaluna.it inserito nel sito nel
giugno 2010
©www.ilcerchiodellaluna.it 2010
Le fasi lunari di luglio 2010
Ultimo quarto – dom 4 Luglio
Luna Nuova – dom 11 Luglio alle 19:40 u.t. eclissi di sole totale
Primo quarto – dom 18 Luglio
Luna Piena – lun 26 Luglio alle 1.37 u.t.
Una Magia per la Luna Madre:
In sintonia con l’essenza del mese del Cancro abbiamo pensato ad un rito magico in onore di Maria la Giudea e di tutte le donne a cui il periodo dominato dal pianeta Luna è dedicato, integrando assieme anche il grande sogno alchemico dell’eterna giovinezza. Vai alla pagina
Il rimedio spagirico del
mese:
Mercurio in Vergine – 27 luglio 2010 – Il Timo Serpillo, la fiamma dei sacrifici più antichi

Il prossimo 27 luglio Mercurio farà il suo ingresso in Vergine, che in astrologia è il Domicilio notturno del pianeta, e ci resterà fino al 3 ottobre.
Mercurio è il primo pianeta del sistema solare in ordine di distanza dal Sole e il più piccolo in dimensioni. Si tratta di un pianeta terrestre di dimensioni modeste, con un diametro inferiore alla metà di quello terrestre; appare pesantemente craterizzato, anche a causa della mancanza di un'atmosfera apprezzabile che possa attutire gli impatti meteorici o coprirne le tracce; per questo il suo aspetto ricorda da vicino quello della Luna. Mercurio è dunque il più piccolo dei pianeti rocciosi del sistema solare interno.
In astronomia Mercurio è il pianeta più vicino al Sole, di non semplicissima osservazione, ma comunque già noto alle popolazioni antiche, come Egizi, Cinesi, Sumeri (terzo millennio a.C.).
Le difficoltà nell'individuarlo dipendono dalla piccola distanza dal Sole, che ne disturba sempre la visione durante il crepuscolo o poco prima dell'alba. I Sumeri lo chiamavano Ubu-idim-gud-ud; i Babilonesi, che ci hanno tramandato la prima osservazione dettagliata dei pianeti, utilizzavano i nomi gu-ad o gu-utu.
I Greci assegnarono a Mercurio due nomi: Apollo, la stella del mattino, ed Hermes, la stella della sera. La comprensione del fatto che si trattasse di un unico pianeta è attribuita a Pitagora. Sempre a causa delle grandi difficoltà osservative, fino al '900 era opinione comune che in realtà esistesse un altro pianeta ancora più vicino al Sole di Mercurio, Vulcano, in seguito identificato con lo stesso corpo celeste.
SIMBOLISMO
Il timo è tra i fiori più ricercati dalle api e grazie a questo stretto legame con le operose api la pianta di timo ha evocato l’emblema della Diligenza.
La diligenza (dal latino diligere, "scegliere") è l'assiduità, la precisione, lo scrupolo perseguiti nello svolgimento di un lavoro o di un compito.
La diligenza è la principale qualità che si richiede a professioni con una certa rilevanza giuridica come quelle del medico, dell'ingegnere, del notaio.
Si contrappone alla negligenza. L'errore professionale dovuto a mancata diligenza è inescusabile in sede giudiziaria.
L’uso sacrificale del timo è spiegato dal suo stesso nome greco, thymon, che lo designava come l’arbusto più adatto a produrre il fumo sacrificale: derivava infatti dal verbo thymiao, “ardo come profumo”.
SPAGIRIA
Per la Spagiria il Timo è la pianta dell’Integrità e come segnature planetarie ha Mercurio, con la potenzialità della Vergine e dell’Acquario.
Mercurio è la funzione inerente ad ogni ambito di relazione, comunicazione e scambio, sia nelle dinamiche inerenti al rapporto con l’esterno che a quelle relative al mondo interiore della persona e quindi con le complesse dinamiche della psiche. Nel fisico ha a che fare con la respirazione, con la digestione, con il pancreas e, come aspetti più generali, con il sistema linfatico, i nervi, la pelle e il sistema immunitario.
La Vergine è il segno che porta a compimento la stagione estiva e, dopo la completa acquisizione della potenza solare, la natura da inizio ad un processo di selezione, differenziazione e purificazione che mette i vegetali in grado di formare e dare una scorza protettiva ai semi.
L’Acquario rappresenta lo stato dell’animo e l’orizzonte ideale in cui le qualità di Saturno (domicilio) e Mercurio (esaltazione) sono massimamente presenti ed attinenti, rispetto alle qualità elementari del segno, all’elemento Aria strettamente legato per analogia all’ambito del pensiero.
UTILIZZO NATUROPATICO
Le preparazioni spagiriche di timo sono l’elixir e la quintessenza di Thymus Serpillum.
L’elixir si assume da 1 a 7 gocce in poca acqua, da 1 a 3 volte al giorno.
La quintessenza di timo necessita di una consulenza e utilizzo da parte di persona preparata, non è possibile indicarne le dosi in modo generico.
A differenza del preparato fitoterapico classico se ne utilizzano poche gocce per avere un aiuto dalla natura.
A cura di Ivana Baffi – 21 giugno 2010
http://ivanabaffiesilachios.wordpress.com/2010/06/21/mercurio-in-vergine-–-27-luglio-2010-–-il-timo-serpillo-la-fiamma-dei-sacrifici-piu-antichi/
Inserito nel sitowww.ilcerchiodellaluna.it nel giugno 2010
La Luna di Luglio in Giardino
di Mimmo Tringale
La quinta lunazione, che si svolge tra giugno e luglio, è considerata
la più importante in assoluto, poiché durante il suo corso
avviene la mietitura e la raccolta dei cereali più importanti.
Nell'antico Giappone, questa lunazione veniva chiamata della "Luna
d'oro" a causa della dominanza del colore giallo della vegetazione,
causato dall'arsura estiva, ma anche per l'abbondanza delle messi che
in questo periodo raggiungono il culmine della stagione. I giorni compresi
tra la luna nuova e il primo quarto, sono i più favorevoli per
raccogliere, mietere ed estirpare le erbacce. Ma in generale è
un momento favorevole per tutti i lavori, almeno fino alla luna piena,
quando a causa dell'influenza della luna sui flussi linfatici, è
consigliabile operare con precauzione, soprattutto sulle piante da fiore.
Semine (luna crescente)
A dimora in piena terra: Althea rosea, Amaryllis belladonna, Colchium,
Dahlia (talee radicate), digitale, garofano dei poeti, gladioli, Gloriosa
superba (zampe), Lilium candidum, nontiscordardimé, Sternbergia
lutea, tuberosa, tigridia, violaciocche.
Piantagioni (luna crescente)
Se avete la possibilità di accudire le piante dopo il trapianto
con annaffiature, frequenti spruzzature sulla chioma ed un eventuale ombreggiatura
si possono mettere a dimora: agrumi, Ficus, lecci, magnolia, alloro, pittosporo,
ecc.
Cimature e Potature (luna calante)
Potare le rose rampicanti non rifiorenti. Cimare le erbacee da fiore per
prolungarne la fioritura. Asportare sulle dalie i germogli secondari e
i bottoni fiorali in soprannumero. Eseguire leggere potature di regolazione
su ortensia, gardenia, oleandro, lantana e sulle siepi. Se la chioma di
alberi e arbusti appare squilibrata, eseguire a fine fioritura una leggera
potatura.
Lavori (luna calante)
Pacciamare le aiuole e il sottochioma di alberi e arbusti per ridurre
l'evaporazione dell'acqua e frenare lo sviluppo delle infestanti.
Articolo tratto da:http://www.lifegate.it/ambiente/articolo.php?id_articolo=538
Mimmo Tringale
Le Erbe di Luglio in cucina
a cura di Betty Forner

Luglio è il settimo mese dell'anno secondo il calendario gregoriano
. Il mese fu chiamato così in onore di Giulio Cesare, nato il 13
di questo mese. Anteriormente, nel calendario di Romolo, era chiamato
Quintile.
LIMONE

Il Limone è il simbolo del calore e del sole mediterraneo.
Il Limone ha origini asiatiche e precisamente proviene dall'Estremo Oriente
(India e Cina) dove fu trovato allo stato spontaneo. Conosciuto in Cina,
in India e nelle civiltà mesopotamiche per le sue proprietà
antisettiche, antireumatiche e tonificanti é considerato sacro
nei paesi islamici. Esso veniva per lo più impiegato come antidoto
contro i veleni, come astringente contro le forme dissenteriche ed emorragiche
nonché per tenere lontani i demoni dalle case. Gli antichi Egizi
lo utilizzavano per imbalsamare le mummie e spesso lo riponevano nelle
tombe con datteri e fichi. I Greci lo importavano dalla Media e lo utilizzavano
a scopo ornamentale e per profumare la biancheria e difenderla dalle tarme.
Le prime chiare descrizioni dell'impiego del Limone a scopo terapeutico
risalgono alle opere di Teofrasto, l'allievo di Aristotele, che viene
considerato il fondatore della fitoterapia. Era costume degli Ellenici
coltivare gli alberi di limone vicino agli ulivi per preservare questi
ultimi da attacchi parassitari.
Anche Plinio parlò del Limone nei suoi trattati e lo prescrisse,
tra l'altro, come antidoto verso diversi veleni. Sebbene si ritenesse
che gli antichi Romani non conoscessero il frutto, nel 1951 una scoperta
archeologica smentì questa diffusa opinione: nel corso di scavi
effettuati a Pompei venne infatti alla luce una casa, denominata la “Casa
del frutteto”, con degli affreschi alle pareti che ritraggono varie
piante tra cui, appunto, il Limone. In Occidente il Limone si diffuse
intorno all'anno 1000 grazie agli Arabi che lo portarono in Sicilia. La
prima descrizione del Limone, introdotto dall'India due secoli prima,
apparve infatti in scritti arabi del dodicesimo secolo. Le origini del
nome derivano dal persiano (Limu).
In Europa la prima vera coltivazione di Limoni venne impiantata a Genova
a metà del quindicesimo secolo. Nel 1494 i Limoni comparvero nelle
Azzorre, mentre in America il Limone e gli altri agrumi furono portati
dagli Spagnoli e dai missionari dopo la scoperta di Cristoforo Colombo.
Nel XV secolo si scoprì che il succo di Limone curava e preveniva
lo scorbuto, malattia diffusa tra i marinai che si cibavano per lunghi
periodi solamente con farine, cibi conservati e altri alimenti privi di
vitamina C. Con il tempo si appurò che lo scorbuto dipendeva dalla
carenza massiccia e prolungata di vitamina C (acido ascorbico) presente
nella frutta e nelle verdure fresche e ciò spiega anche perché
si iniziò ad utilizzare i Limoni in grande quantità a bordo
delle navi.
Fu tramite i viaggi per mare che il frutto venne introdotto anche nei
paesi del Nord Europa. Le navi che arrivavano nel Mediterraneo si rifornivano
di Limoni, pagandoli con merci pregiate o addirittura in oro. I frutti
acquistati venivano rivenduti a prezzi altissimi nei paesi del Nord, dove
il Limone era considerato un prodotto di gran lusso, ma sempre a prevalente
scopo ornamentale e terapeutico. Solamente nel XVIII secolo il Limone
cominciò ad essere usato in cucina per aromatizzare cibi e bevande.
Il Limone ha molteplici proprietà terapeutiche: antisettico, battericida,
attivatore dei globuli bianchi (difese immunitarie), rinfrescante, febbrifugo,
tonico del sistema nervoso e simpatico, tonico cardiaco, disintossicante,
diuretico, antireumatico, antigottoso, antiatritico, calmante, antiacido
gastrico, antisclerotico (contro la senescenza), antiscorbutico, antivelenoso,
fluidificante sanguigno, ipotensore (abbassa la pressione troppo alta),
depurativo, remineralizzante, antianemico, stimolatore gastro-epatico-pancreatico,
emostatico, carminativo (aiuta ad espellere i gas in eccesso), vermifugo,
antipruriginoso, alcalinizzante, inoltre da recenti studi americani e
svedesi è emerso che, se assunto regolarmente e nelle dosi giuste,
il limone potrebbe svolgere anche un'azione preventiva contro il tumore
all'intestino, allo stomaco e al pancreas.
Se al mattino vi sentite stanchi e avete bisogno della carica giusta per
affrontare la giornata, il frullato che vi proponiamo vi assicurerà
un tonico ed energetico inIzio di giornata!
FRULLATO ENERGETICO AL LIMONE
125 ml di succo di limone fresco o lime.
1/2 uovo
25 ml di latte
1 cucchiaio di zucchero
1/2 cucchiaio di miele chiaro
cornflakes per guarnire
Frullate tutti gli ingredienti, eccetto i cornflakes, ad alta velocità,
fino ad ottenere un composto cremoso ed omogeneo. Versate nel bicchiere
e guarnite con i cornflakes.
CALENDULA
La Calendula appartiene al genere delle Asteraceae, originario dell'Europa,
Nord Africa e Asia mediorientale, comprende oltre 20 specie erbacee annuali
o perenni, alte fino a 60-70 cm, la più conosciuta è la
Calendula officinalis nota volgarmente col nome di Calendola o Fiorrancio
pianta erbacea annuale, pubescente, con fusto angoloso, foglie oblunghe,
tenere, di colore verde chiaro, fiori simili a grandi margherite riuniti
in capolini terminali di colore giallo-arancio brillante, a centro purpureo,
con fioritura dall'estate fino ai primi geli, con numerosi ibridi e varietà
nane dai fiori molto grandi e vivacemente colorati.
La mitologia racconta che la Calendula sia sbocciata da una ragazza bellissima
di nome Calta la quale, innamoratasi del Sole, si perse inseguendolo.
L'uso dei suoi fiori in ambito medicamentoso, in particolare della Calendula
officinalis, ha effetti antispasmodici e cicatrizzanti. Il decotto prodotto
con circa 50 gr. di fiori essiccati per litro d'acqua, è consigliato
contro l'ulcera gastrica; ha inoltre effetti sudoripari e preventivo/attenuanti
dei dolori mestruali. Per il ciclo mestruale ha anche un effetto attenuante
del flusso e regolarizzante. Viene a volte utilizzata all'interno di prodotti
antistaminici per le allergie causate dalla polvere e dagli acari.
In dermocosmesi viene prodotta una crema con la polvere ottenuta dai fiori
secchi, avente effetti di contrasto per l'acne e per le macchie della
pelle. I fiori secchi, lasciati in sospensione all'interno di una bottiglia
di olio d'oliva (50 gr. per mezzo litro) consentono di ottenere un olio
da uso esterno risolutivo per bruciature e ustioni. Grazie alle sue proprietà
disinfettanti e di contrasto alle infiammazioni viene utilizzata in esterno
per impacchi e spesso sfruttata come ingrediente per i detergenti intimi.
RISO ALLA CALENDULA
400 gr. di riso
1 cipolla
30 gr. di petali di calendula
150 gr. di champignons
80 gr. di burro
brodo q.b.
60 gr. di parmigiano
sale
pepe
In una padella fate soffriggere, con la metà del burro, la cipolla
finemente tritata, unite il riso mescolando perché prenda sapore.
Versate un mestolo di brodo caldo, quindi aggiungete i fiori di calendula
precedentemente pestati fino a ridurli come un battutino. Unite anche
gli champignons puliti, lavati e tagliati a fettine sottili. Portate a
cottura il risotto unendo il brodo a mano a mano che viene assorbito.
Prima di servire amalgamate col restante burro e il parmigiano grattugiato,
mescolate delicatamente e portate in tavola.
CAMOMILLA
La pianta ha un portamento cespitoso, con più
fusti che partono dalla base, più o meno ramificati nella porzione
superiore. L'altezza non supera in genere i 50 cm nelle forme spontanee,
mentre nelle varietà coltivate può arrivare agli 80 cm.
La pianta è spiccatamente aromatica. Le foglie sono alterne e sessili,
oblunghe. La lamina è bipennatosetta o tripennatosetta, con lacinie
lineari molto strette. I fiori sono riuniti in capolini con ricettacolo
conico e cavo. I fiori esterni hanno la ligula bianca, quelli interni
sono tubulosi con corolla gialla. I capolini di diametro di 1-2 cm, sono
riuniti in cime corimbose. Il frutto è un achenio di circa 1 mm
di lunghezza, di colore chiaro, privo di pappo.
La specie è diffusa in Europa ed in Asia ed è naturalizzata
anche in altri continenti. Cresce
spontaneamente nei prati ed in aperta campagna, non oltre gli 800 m, diventa
spesso invadente comportandosi come pianta infestante delle colture agrarie,
é una specie rustica che si adatta anche a terreni poveri, moderatamente
salini, acidi. Il ciclo di vegetazione è primaverile-estivo, con
fioritura in tarda primavera e nel corso dell'estate; di questa pianta
vengono in genere raccolti i fiori, preferibilmente dopo aver perso i
petali ma prima di essersi essiccati sulla pianta stessa. Una comune metodologia
di raccolta consiste nel far passare fra le dita gli steli della pianta
in maniera tale da raccogliere solamente i fiori, evitando una lunga fase
di pulitura.
Gli infusi di fiori di Camomilla notoriamente vengono utilizzati per i
loro effetti blandamente
sedativi, però un suo prolungato uso può portare l'organismo
ad una reazione opposta: è infatti noto che molte persone, che
hanno ecceduto nell'assunzione di infusi o decotti di Camomilla, non riscontrino
più effetti sedativi, bensì tonico-eccitanti. Inoltre, se
lasciata per troppo tempo in infusione, l'effetto della Camomilla non
è più di calmante ma di eccitante, questa perché
vi è presente una piccola quantità di caffeina.
Le tisane ottenute con questa pianta inoltre provocano l'espulsione di
gas intestinali in eccesso.
Sono infine note le proprietà nutrizionali della Camomilla rispetto
ai capelli e rispetto al cuoio capelluto; si utilizza anche per schiarire
i capelli biondi che con il tempo tendono al castano: per questi scopi
si deve preparare un infuso di fiori di Camomilla, lasciarlo raffreddare,
filtrarlo e poi utilizzarlo regolarmente dopo lo shampoo.
SEMIFREDDO ALLA CAMOMILLA
200 gr. di fiori di Camomilla
100 g zucchero
20 cl acqua
3 uova
1/2 bicchierino vino marsala dolce
20 cl panna
1 bustina mandorle tritate
1/2 limone (succo)
Fate bollire i fiori di Camomilla con l'acqua e lo zucchero fino a quando
si forma uno sciroppo denso. Colate il liquido da un passino a maglie
fitte, schiacciando leggermente i fiori. In una ciotola montate a spuma
i tuorli con lo sciroppo ricavato, aggiungete il marsala e il succo di
mezzo limone. Montate a neve soda prima gli albumi e poi la panna unendo
entrambi al composto, Versate in uno stampo a cassetta e ponete in freezer
alcune ore. Cospargete con le mandorle tritate e servite.
Fonti:
www.limmi.it
http://ricettevini.blogspot.com
it.wikipedia.it
http://www.benessereblog.it
La Febbre delle Erbe di Giulia Butti e Giorgio Cajati edizione ALEC (Milano)
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