La Luna
Simbolismo, miti, archetipi, significati e influenze

Luna di Marzo
Luna della Semina. Luna del Seme, Luna dei Venti, Luna dell’Aratro, Luna del Rinnovamento. Luna di Pasqua, Luna del Vigore, Luna del Corvo.





































Immagine: Artha di Caroline Gully Lir da http://www.websitedesigner.org.uk/caroline/profile.htm


La luna della spiritualità, o luna del seme

La Ruota dell'Anno gira attraverso le stagioni, e finalmente giunge la luna della semina, o del Rinnovamento.

Già con Imbolc abbiamo accolto l'apparire dei primi segni di risveglio della natura, che ora si fanno ancor più forti:
questo è il momento del rigonfiamento del seme nella terra, ormai pronta a dare nuove gemme.

La giovane Dea Terra si prepara a dismettere il suo sobrio abito invernale, per ricoprirsi di fiori e colori, facendoci dono della Primavera.


Pesci è il segno che accompagna questo delicato passaggio, dove un ciclo astrologico, vitale ed umano si chiude, per lasciar spazio ad uno nuovo che si aprirà in Ariete, in un'alternanza che non ha mai fine.
Infatti Pesci è l'ultimo segno dello zodiaco, quello che ci deve riportare alle origini, alla fonte spirituale da cui proviene tutto ciò che esiste.
E' qui, in questo sensibile segno, che avviene la frantumazione del dominio della razionalità e dell'individualismo, poichè l'acqua dei pesci è il regno dell’infinito, dell’imprecisato, dell’irrazionale e dello spirituale.
I due pesci del simbolo sono legati da un filo d'oro ... dove finisce l'uno comincia l'altro, e rappresentano l'eterno senso di movimento e trasformazione, in cui individualità e collettività si fondono, nel comune intento di "ritornare a casa".

Così anche la natura è tutta in subbuglio, e rispecchia la mutevolezza ed imprevedibilità di questo segno, il più inafferrabile, irrequieto ed emotivo di tutto lo zodiaco.
Marzo pazzerello, cita un antico detto, facendo riferimento alla mutevolezza di questo mese, tutto all’insegna del cambiamento e del rinnovamento.

Anche la luce del sole continua a crescere, fino a raggiungere il punto di parità perfetta con il buio, che dà luogo all'equinozio di Primavera, Oestara, il 20 del mese.
In questa fase di equilibrio equinoziale le due polarità, lo Yin e lo Yang fuori e dentro di noi, si attraggono e si cercano l’un l’altra …. e possiamo vedere come la natura tutta risponda al dolce richiamo: gli uccelli nidificano, gli animali di terra si accoppiano, le prime farfalle fecondano i fiori ed anche i primi uccelli migratori fanno ritorno.
In un attimo spuntano germogli ovunque, fioriscono il narciso, la primula, la tussilaggine, ed i fiori primaverili color del sole, primo fra tutti la mimosa, simbolo della giornata della donna, che si celebra come ogni anno l'8 di marzo.
Si dice anche che questo sia un tempo in cui abbondano le fate e dove tutto è possibile!

Un'antica consuetudine domestica con cui salutare la nuova stagione è quella delle “pulizie di primavera”, con cui si usa liberare la propria casa da tutto ciò che rappresenta il vecchio e l’inutile.
Le pulizie di primavera sono molto di più di un semplice lavoro fisico, e rappresentano per noi un'ulteriore possibilità per sgomberare la casa, ma soprattutto la nostra mente, dai problemi e dalla pesantezza dei mesi passati, in modo da accogliere nel modo migliore la parte luminosa dell'anno.
Una regola comune è che tutti i movimenti, inclusi il lavare per terra o lo spolverare, debbano essere fatti in movimento orario, per riempire l’abitazione di energie costruttive.

Per entrare in sintonia profonda con le energie del mese di Marzo, e con le tinte che ad esse darà il cielo in questo 2013, il Cerchio della Luna vi propone una meditazione guidata per il tempo dell'Ariete, tappa del percorso che di mese in mese ci mette in contatto con il cammino evolutivo dello zodiaco, che traccia un sentiero di crescita spirituale in ognuno di noi in armonia con la spirale evolutiva della vita.

Per celebrare il tema del risveglio della natura e del femminile, il Cerchio della Luna organizza la celebrazione di Oestara.

Spiriti di Natura:folletti dei laghi, gli esseri dell'aria e dell'acqua che arrivano con le piogge primaverili e i temporali
Piante: ginestra, gialappa, lapazio giallo, betonica, muschio irlandese.
Colori: verdino, rosso-viola
Fiori: giunchiglia, narciso selvatico, violetta
Profumi: caprifoglio, fiore di melo
Pietre: acquamarina, eliotropia
Alberi: ontano, corniolo
Animali: puma, porcospino
Divinità: Iside nera, la Morrigan, Ecate, Cibele, Astarte, Athena, Minerva, Artemide


Il cielo di Marzo 2014

Il nuovo mese ci accoglie con il novilunio in pesci, che si compie il primo marzo alle ore nove,
quando luna e sole si abbracciano a 11° dei pesci, accompagnati da Nettuno, governatore del segno e da un bel trigono di Giove dal segno del Cancro.
Fiduciosa espansione sensibile di cui godrà l’intero zodiaco, ma in particolare i pesci e i restanti segni d’acqua, nonostante altri aspetti meno piacevoli.
Molto favoriti anche i segni d’aria questo mese, grazie al passaggio dei pianeti veloci: mercurio infatti si trova in acquario fino al 18, quando a sua volta si trasferisce nei pesci, mentre venere saluta il capricorno dopo l’insolita prolungata sosta ed entra in acquario il 6 del mese, distribuendo fascino, comunicazione suadente e brillante allegrezza ai segni d’aria, che da qualche tempo hanno un gran bisogno di ritrovare leggerezza.
I segni cardinali (ma è più giusto dire coloro che hanno pianeti personali tra i 12° e i 13°) sono ancora “stressati” dal quadrato a T, aspetto disarmonico che coinvolge Urano, Plutone e Giove, con punte di tensione subito dopo il plenilunio del 16, quando la luna passando in Bilancia chiude la quadra formando quella che chiamiamo una grande croce, aspetto che mette a dura prova le fiduciose speranze e gioiose premesse insite nel novilunio. Staseremo a vedere, non è mai facile capire dove può scaricare la tensione, certo è che talvolta la realtà dei fatti supera di gran lunga la fiction!
Per quanto riguarda i segni di terra questo mese non ci sono passaggi particolarmente significativi, salvo che il Toro si ritrova venere e mercurio in quadratura per parte del mese, come se saturno non fosse già abbastanza… e per fortuna che la pazienza è la virtù dei forti!
Anche i segni di Fuoco devono sopportare il freno a mano tirato ancora per un po’, visto che marte in bilancia si oppone all’ariete, mentre mercurio e venere si oppongono al Leone.. ma si tratta solo di
attendere il tempo ormai sempre più vicino in cui Giove farà loro gradita visita, e allora potranno inserire il turbo!
Il 20 del mese ancora una volta il sole fa il suo ingresso in Ariete dando inizio alla primavera e al nuovo anno astrologico.
Buon equinozio ad ognuno di voi!


Manuela
manuela.caregnato@tiscali.it


Testo di Manuela Caregnato e per http://www.ilcerchiodellaluna.it © 2014
Inserito nel sito www.ilcerchiodellaluna.it il 27 febbraio 2014





Le fasi lunari di Marzo 2014:


Luna Nuova - 1 marzo 07:01
Primo Quarto - 8 marzo
Luna Piena - 15 marzo alle 18:08
Equinozio di Primavera: 20 marzo
Ultimo Quarto - 24 marzo
Luna Nuova - 30 marzo 19:45

 



La luna di Marzo in giardino
di Mimmo Tringale

Dopo il gelo dei mesi invernali, inizia il periodo di preparazione del terreno per le specie annuali a fioritura imminente.
Il 20 marzo, giorno dell'equinozio, segna l'inizio canonico della primavera. La primavera lunare invece non è mai così "precisa", ma la sua data varia di anno in anno, in quanto prende avvio con la luna nuova di marzo o lunazione di primavera (ricordiamo che per lunazione si intende il periodo di tempo che intercorre tra una luna nuova e la successiva e dura esattamente 29 giorni, 12 ore e 44 minuti.), che quest'anno cade il 1 marzo. Il cosiddetto anticipo o ritardo della stagione è legato direttamente all'epoca in cui si ha la lunazione di primavera, rispetto a quella del calendario.

In Luna Crescente

Semina In serra fredda (al nord e al centro): astro, begliuomini, bocca di leone, campanella rampicante, dalia, impatiens, petunie, portulaca, tagete, viole, zinnia e le piante annuali da fiore. In piena terra all'aperto, dove la temperatura si è oramai stabilizzata oltre i 10°: alyssum, calendula, convolvolo, crisantemo, graminacee ornamentali, iberis, malva, papavero e tutte le altre piante annuali rustiche. In tutte le altre zone si possono mettere a dimora: amarillide, ciclamino, Hedychium, mombrezia, tuberosa e le altre bulbose a fioritura estivo-autunnale.

Trapianti e talee In questo periodo si possono propagare per divisione numerose specie da bordura come: Ajuga, Arabis, Aster, Aubretia, Coreopsis, Dianthus, Phlox. Subito dopo l'emissione della prima foglia vera trapiantare in serra fredda o in casa: amaranthus, astro, begonia, begliuomini, bocca di leone, campanula rampicante, dalia, garofano, petunia, portulaca, salvia, violacciocca, zinnia.

Messa a dimora All'aperto si possono mettere a dimora gli arbusti rampicanti e sarmentosi (ampelopsis, bignonia, clemantis, gelsomino, glicine, ecc.), le nuove piante di rosa, alberi e arbusti a foglia caduca sempreverdi. Tra la fine di marzo e i primi di aprile effettuare la piantumazione delle conifere.

In Luna Calante

Lavori Ripulire le aiuole che ospitano specie perenni, distribuire uno strato di buon terriccio ed eliminare l'eventuale strato di pacciamatura applicata all'inizio dell'inverno come protezione dal gelo. Preparare il terreno per le annuali a fioritura imminente e arieggiare con una leggera zappettatura le zone intorno al colletto dei roseti e il sottochioma di alberi e arbusti.
Tappeti erbosi: è il periodo migliore per eliminare il muschio presente soprattutto nei prati situati su terreni argillosi, umidi e ombreggiati. Un metodo molto semplice consiste nel trattare le zone infestate con solfato ferroso (30-40 g/mq).

tratto da:http://www.lifegate.it/ambiente/articolo.php?id_articolo=786


Le Erbe di Marzo in cucina

a cura di Betty Forner



E’ Primavera e Madre Terra si risveglia e ci fa meravigliosi ed innumerevoli doni: ci colma di beni che possono nutrirci, sfamarci e rinnovarci come in questo meraviglioso momento dell’anno c’invita a fare.
Nelle epoche passate, in cui l’uomo aveva ancora la capacità di sentire la voce della Terra e d’ascoltarla, questo era il periodo in cui si raccoglievano dai campi incolti le numerose specie d’erbe spontanee cariche di energia.
Innumerevoli sono i benefici di oltre 250.000 specie botaniche che vivono sulla Terra e di cui conosciamo soltanto il 15% e che attualmente noi, per ignoranza, cataloghiamo come “erbacce”.
Tornando alle nostre origini, tornando alla fonte, ci renderemo conto che non sono “erbacce” ma il “cibo degli dei”.
I vegetali, a differenza di tutti gli esseri viventi che appartengono al regno animale, sono autotrofi in pratica si “autonutrono”: basta che dispongano d’acqua, sostanze minerali, ossigeno, anidride carbonica e luce solare come fonte di energia, perché possano sopravvivere e perfino prosperare, senza dipendere in alcun modo da altri organismi. In particolare, introdurre nell’alimentazione le piante spontanee porta benefici, sia per l’uomo sia per Madre Terra:
• non hanno costo monetario;
• non sono manipolate geneticamente, come succede invece per molti ortaggi coltivati in un agricoltura che guarda solo al profitto;
• sono alla portata di tutti;
• ci riavvicinano a Madre Terra
La Natura ci richiama a sè, c’invita a riscoprire questo cibo “primitivo” offrendoci in questo periodo tre piante facilmente riconoscibili anche a chi ha poca dimestichezza con il regno vegetale: il tarassaco, l’ortica e la primula


IL TARASSACO



Il Tarassaco o Dente di Leone è il fiore giallo dei prati, di Lui s’utilizzano foglie, radici e i fiori; ha proprietà diuretiche, lassative e depurative. La sua azione caratteristica è stimolare la cistifellea e viene consigliato nei disturbi epato-biliari e nei disturbi renali.
Il Tarassaco può essere gustato in molti modi, ecco una ricetta dal successo assicurato.

CREPES AI FIORI DI TARASSACO
30 fiori di Tarassaco
2 Noci di Burro
Sale
2 Uova
1 bicchiere di latte
Rum o Grappa
Zucchero
Utilizzate solo i petali gialli dei fiori, tritateli grossolanamente con la mezzaluna, impastateli con un poco di burro ammorbidito, un cucchiaio di liquore e un pizzico di sale. Mescolate in una ciotola le uova con la farina, il latte, un cucchiaio di rum o grappa, 2 cucchiai di zucchero, un pizzico di sale e una noce di burro fuso. Fate riposare un’ora e poi preparate delle piccole crepes sottili versando l’impasto a cucchiaiate in una piccola padella antiaderente. Distribuite il composto di fiori sulle crepes, arrotolatele, disponetele in una teglia imburrata e infornatele per 10 minuti e servitele calde cosparse di zucchero.


L’ORTICA



L’ortica è senz’altro la più nota tra le erbe spontanee, s’utilizzano le radici, le foglie, gli steli ed anche i semi, pochi sanno che in Lei sono racchiuse preziose proprietà terapeutiche, è ricca delle vitamine A e C, magnesio, fosforo, potassio, calcio rame e soprattutto ferro. L’ortica aiuta ad abbassare la glicemia e la pressione, cura l’anemia e nei casi di flusso mestruale eccessivo, inoltre ha un elevato contenuto di proteine che la rendono, come la soia, una valida sostituta della carne.
Molteplici sono i modi per consumarla e la ricetta, qui di seguito riportata, ho scoperto era molto comune nella civiltà contadina del passato.

ZUPPA DI ORTICHE
300 grammi di cime d’ortica
½ tazza di lenticchie di montagna
2 patate
1 cipolla
2 foglie d’alloro
1 litro d’acqua
alcune fette di pane raffermo
olio extravergine d’oliva
sale
Lasciare a mollo per almeno 8 ore le lenticchie in una ciotola colma d’acqua. Pelate e sminuzzate finemente la cipolla. Rosolate in una casseruola la cipolla in poco olio con un pizzico di sale. Unite al soffritto le patate a dadini e poi le lenticchie scolate dell’acqua d’ammollo. Versate nelle verdure circa un litro e mezzo d’acqua e raggiunto il bollore, fate cuocere la minestra per una quindicina di minuti a fuoco lento con l’alloro. Infine aggiungete le foglie d’ortica. Salate. A parte abbrustolite le fette di pane. Servite la zuppa con le fette di pane tostate, condite con un filo d’olio extravergine d’oliva.


LA PRIMULA



Nell’antichità la Primula era chiamata “Erba dei Paralitici” per la sua azione equilibratrice del sistema nervoso e forse per lo stesso motivo veniva classificata tra le “Erbe della Luna”, capace d’assicurare sonni tranquilli e sogni veritieri a chi la portava addosso o a chi la mangiava. Veniva anche utilizzata per aromatizzare il vino e profumare le pietanze. La Primula è ricca di vitamina C, infatti è un ottimo rimedio contro il catarro bronchiale e tutti i sintomi influenzali, inoltre ha anche proprietà diuretiche e lassative.
Ci sono 46 tipi diversi di Primula e quella più diffusa ha i fiori giallo pallido e trova il suo habitat ideale in prossimità di fossati, rocce e soprattutto terreni boschivi.
Della Primula s’utilizzano soprattutto le foglie ed i fiori. In particolare i fiori s’apprestano ad essere perfetti per la preparazione di dolci.

TORTA ALLE PRIMULE
150 grammi di biscotti secchi (tipo novellini o gallette)
50 corolle di Primule private del calice
400 grammi di panna
100 grammi di zucchero
4 tuorli d’uovo
2 cucchiai di fiori d’arancio
sale
Sbriciolare i biscotti secchi e pestarli insieme alle corolle di primule. Montare la panna e aggiungerla al composto. Salare leggermente, porre sul fuoco e portare lentamente ad ebollizione, mescolando, poi spegnere e lasciar raffreddare. Unire, uno alla volta, i tuorli d'uovo, mescolando bene; aggiungere lo zucchero e i cucchiai d’acqua di fiori d'arancio. Versare il composto in uno stampo imburrato e mettere in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti. Toglierlo dal forno e farlo raffreddare, infine sformarlo su un piatto da portata. Guarnire con ciuffetti di panna sulla superficie e con fiorellini di primula tutt'intorno e servire.
Questi piccoli spunti, possono essere dei passi importanti per cambiare radicalmente la nostra alimentazione ed il nostro legame con la Natura e sono sicura che Madre Terra per questo nostro piccolo impegno ci colmerà della Sua gratitudine.

Visita il Blog di Betty: http://saporidimadreterra.blogspot.com/

8 Marzo : festa della donna

Le origini della festa dell’8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, a New York, le operaie di un’industria tessile scioperarono per protestare contro le condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l’8 marzo il proprietario bloccò tutte le porte d'uscita. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie morirono arse vive. Questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg.
Questo eccidio ha dato il via ad una serie di celebrazioni, all'inizio circoscritte agli Stati Uniti, con lo scopo di ricordare l'orribile fine fatta dalle operaie.
Successivamente, con il moltiplicarsi delle iniziative di rivendicazione femminile sul lavoro e sulla condizione sociale, la data dell’8 marzo assunse un’importanza mondiale, diventando, grazie alle associazioni femministe, il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli, ma anche il punto di partenza per il proprio riscatto.
Purtroppo, oggi è andato perduto quasi completamente il significato di questa ricorrenza, il cui simbolo è il fiore di mimosa, e il motivo è che questo è tra i pochi ad essere già fiorito l'8 di marzo, quando ancora siamo nel periodo invernale.



 



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