Galleria delle Dee
Incontrare le Dee/gli Dei attraverso storia, mito, immagini e racconti



Dee Madri di tradizioni meno note

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Ogni tradizione ha venerato Madre Terra attraverso le figure di Dee Madri cui hanno dato nomi differenti, che per ovvie ragioni sono meno note della stessa Gaia.
Questa ricerca è dedicata alle Dee ALA, MA-EMMA, MAMAPACHA, PERCHTA, TACOMA E TAILLTE'.


ALA, ALE, ANE

La divinità più popolare della tribù Ibo della Nigeria è la madre terra Ala, creatrice di tutto ciò che vive e regina dei morti che provvede alla lealtà reciproca nella società e dà la legge.
Essa viene venerata ancora oggi. E’ la guardiana della moralità, colei su cui si pronunciano i giuramenti e nel cui nome i tribunali giudicano.
L’altare a Lei dedicato occupa il posto centrale in ogni villagio Ibo. È al suo albero sacro che il popolo offre sacrifici al momento della semina, della raccolta dei primi frutti e della mietitura.

MA-EMMA , MAA-EMA

La Madre-Terra degli Estoni era una delle grandi divinità di quel popolo baltico, riverita ovunque un vecchio albero si ergesse da solo in una palude, o dove un mucchio di pietre segnasse le fondamenta di una casa da tempo rasa al suolo dal fuoco.
Poiché essa controllava tutte le creature della terra, gli esseri umani dipendevano da lei per il cibo; per ringraziarla di quanto essa aveva elargito loro, essi le offrivano le primizie di prodotti come il latte, il burro, la lana.
Uno dei giorni più adatti per celebrare le feste in suo onore era quello di mezza estate, quando si accendevano per ricordare la sua fecondità, dei fuochi, intorno a cui si radunavano mandrie di animali, in modo che il fumo sacrificale potesse proteggerli per tutto l’anno. Fiori ed erba, portati da bambini in mezzo al fumo, venivano fatti mangiare agli animali. La serata terminava quand ola donna più eminente del villaggio guidava tre processioni intorno al fuoco, poi metteva per terra del cibo ringraziando ma-Emma con queste parole: "madre, tu hai dato a me, ora io do a te. Accetta da me quello che io ho accettato da te".

MAMAPACHA, AMARA, PACHAMAMA

Gli Incas vedevano la terra come una dea-drago che viveva sotto le montagne; di tanto in tanto essa si scuoteva e in tutto il mondo si verificavano dei terremoti. Mamapacha era anche la Dea dell’agricoltura; si dovevano celebrare riti in suo onore giornalmente per garantire che la quantità di cibo disponibile fosse sufficiente. Durante la semina e il raccolto, le donne lavoravano nei campi per parlare a bassa voce con Mamapacha, versando ogni tanto sulla sua superficie del cibo fatto con il grano come offerta di ringraziamento.

PERCHTA, BERCHTA, PERCHT

Un’antica Dea Madre sopravvissuta nella moderna Germania, Svizzera e Austria sotto il nome di donna cervo.
Essa ha fama di render fertili i campi e favorire la nascita di vitelli forti.
Si dice che la si può talvolta vedere mentre aleggia sui campi per nutrirli, con il suo mantello bianco che assomiglia a una nebbiolina diffusa.
Naturalmente c’è anche la faccia negativa della medaglia: la Dea non sopporta la pigrizia, ispeziona con cura conocchie e arcolai, cercando i pezzetti di lana sciupati; se ne trova, graffia la tessitrice colpevole oppure ancor peggio, le apre la pancia e la imbottisce con gli avanzi di lana.
Essa stessa, tuttavia, ha un aspetto piuttosto trasandato, con i lunghi capelli scarmigliati e le vesti logore. La sua faccia è rugosa come una mela ma i suoi occhi sono belli; il periodo dell’anno che preferisce è quello dei dodici giorni di Natale, che culminano nel giorno di Perchta, quando tutti mangiano le torte di farina e latte in suo onore lasciandone qualche fetta per lei; essa verrà segretamente a gustarle ma se qualcuno cercherà di spiarla o di sorprenderla mentre mangia si troverà cieco per tutto l’anno.


TACOMA, DAH-KO-BEED, TACOBUD, TAKKOBAD, TAKOBID, TEHOMA

La grande Dea terra dei monti Cascade (Nord America) era incarnata nella vetta nevosa del monte Rainier. Presso i Salish, i Nisqualli, i Puyallup, gli Yakima e altri popoli di quell’aera, Tacoma era la protettrice delle acque del paese che apportavano il nutrimento sotto forma di salmone che risaliva la corrente per andare a deporre le uova.
Su di lei fiorivano le leggende che solitamente la collegavano alle altre montagne delle Cascade e dell’Olimpo.
Una di queste leggende narra che essa in origine era un’enorme donna che aveva un marito in comune con altre due mogli. L’uomo, stufo delle loro continue liti le collocò una distante dall’altra: due su un versante del Puget Sound e Tacoma sul versante opposto dove non mancava lo spazio per la sua grande massa. Tutto ciò non le impedì comunqe di seguitare a lanciare improperi alle sue co-mogli.
Secondo un’altra versione, il marito e una delle altre due non la lasciavano riposare un momento, finchè un giorno lei si stancò, si mise a sedere e rimase irremovibile continuando tuttavia a odiare l’altra moglie contro la cui testa gettò dei carboni ardenti: sarebbe questa la ragione per cui oggi il monte Constance è calvo.
Un altro racconto ancora dice che Tacoma, anche in questo caso una montagna, quando era una giovane montagna-donna, sposò un principe della montagna.
Ma non avendo ancora al momento del matrimonio ultimata la sua crescita, dopo poco aveva superato il marito in grandezza. Così per dar spazio al marito e al suo popolo, essa attraversò il Puget Sound, portandosi via i frutti selvatici e il salmone.
Tacoma crebbe talmente da diventare una montagna-mostro, perché mangiava qualsiasi cosa ponesse piede sulle sue pendici; divorava voracemente gli animali come le persone umane. Infine il grande dio Changer la trasformò in una volpe e sfidò Tacoma a ingoiarlo, dopo essersi magicamente attaccato a un’altra montagna. Quando Tacoma tentò di ingoiare il dio, ingurgitò un’enorme quantità di pietre e di acqua ma non riuscì a smuovere Changer.
Fece un altro tentativo e .. scoppiò: il suo sangue bollente correva giù, lungo le sue pendici.
Il suo cadavere è rimasto lì, ricoperto di neve, un corpo di donna pietrificato.


TAILLTE

Nell’antica irlanda si diceva che la Dea dell’agosto fosse madre della luce, incarnata nel dio Lug. Una delle grandi dee-terra del luogo, Taillte, viveva sulla magica collina di tara, da cui diresse il taglio di un’immensa foresta, il bosco di Cuan. Occorse un mese per creare il piano di Oenach Taillten, dove Taillte costruì poi il suo palazzo; esso è indicato ancora oggi sulle mappe dell’Irlanda come Teltown, vicino a Kells. In suo onore veniva celebrata ogni anno una festa, che durava tutto il mese di agosto. Questa usanza durò per generazioni e generazioni e sussisteva ancora nel medioevo: i riti religiosi erano accompagnati da fiere ed esibizioni sportive. Infine l’usanza si estinse, ma venne ripristinata all’inizio del nostro secolo, in un tentativo di far rivivere la cultura irlandese sotto il nome di Giochi Taillteani, una sorta di Olimpiadi locali.


Fonti: "il dizionazio delle Dee e delle Eroine" di Patricia Monoghan

 

 

menĂ¹ dee  


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Dee e Dei, in ordine alfabetico:

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,
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Al-Uzza,
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,
Anat,
Anu/Ana
Arianrhod,
Arianna,

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,
Atena
,

Arpie,

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Bastet
 
Babd
Brigid
,

Cailleach
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Maria,
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Menat,
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Oestara,
Oya,
Oshun
,

Pacha mama,
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Sekhmet,
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Sophia,
Selene

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Themis

Ushas,

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