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Grande Dea e le Dee nel Neolitico
La figura della Dea nel neolitico
è ricchissima e complessa. Il Neolitico è l'epoca della
piena manifestazione della Dea in tutte le sue valenze, volti, funzioni
e misteri. E tale costellazione
è ancora presente negli inizi dellla storia, nelle sue culture
politeiste.
Il neolitico è anche il luogo della profonda e traumatica trasformazione
che vede le civiltà della Dea fiorire in tutto il mondo civile
e in seguito soccombere sotto le invasioni dei più arretrati popoli
patriarcali, portatori di guerra, violenza e del principio di sottomissione
del femminile al maschile. Nel corso di tali invasioni, i templi della
Dea vengono distrutti, i luoghi sacri profanati e le sacerdotesse-regine
violate. Ma la Dea continua a regnare, prendendo nuovi volti, dividendosi
nelle molte dee, scomponendosi in molte figure.
Nei suoi volti principali, conserva il sue legame con la Grande Dea delle
origini, Dea della Vita, della Morte e della Trasformazione, fonte una
di tutto ciò che esiste, come mostra la bella illustrazione che
qui riportiamo dell'Albero della Madre, opera di Arthea:

La letteratura su questo tema è sterminata e l'orientamento è
difficile.
In questa sezione, che nel tempo verrà arricchendosi, abbiamo scelto
di proporre l'iconografia e le immagini dei Volti della Dea lungo due
assi.
Il primo le raggruppa per genere, funzione, ambito simbolico e iconografico:
la Dea come Generatrice di Vita, ad esempio, presenta caratteristiche
diverse dalla Dea della Morte (vedi anche la pagina le
forme delle Dea). Naturalmente questa prima caratterizzazione non
ha alcuna pretesa di esaustività.
L'altro asse ne segue la distribuzione
geografica e culturale, in quanto le raffigurazioni della Dea assumono
nelle diverse civiltà caratteristiche uniche. Anche in questo caso
naturalmente non ci proponiamo di esaurire il campo delle culture neolitiche.
Volti e simboli della Dea:
Sia la Grande Dea, come simbolo integrale della Vita, sia le sue posture,
le parti del suo corpo, gli esseri che la accompagnano, non sono naturalmente
luoghi esclusivamente fisici, quanto centri luminosi, centri di tutte
le sfere della vita. Così l''autorappresentazione' della Grande
Dea, l'esposizione del ventre, delle mammele, dei fianchi e dei glutei,
è una forma di epifania divina*. La Dea si manifesta, si rivela,
in essi.
...e noi, debitori di potenze; noi, avvolti nella loro luminosità,
vegliati, custoditi, ricordati da queste presenze visibili, che illuminano
la nostra oscurità con la loro bellezza." (J: Hilmann)
(NB Questa sezione è in via di creazione: solo alcuni dei link
sono attivi e alcune pagine sono ancora in lavorazione e si arricchiranno
nel tempo di immagini)
La Dea Fonte di Vita
La Dea Generatrice
la Dea della Trasformazione
La Dea della Morte
La Dea Doppia
La Dea Madre
La Dea del Parto
La Geografia della Grande Dea nel
mondo:
Anche questa sezione è in
via di creazione: molte pagine sono ancora in lavorazione e si arricchiranno
nel tempo di immagini e testi
Malta
Egitto predinastico
Creta
Giappone
Messico
India
Mesopotamia Halaf
Sardegna
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Per
contattare creativamente il mondo della Dea neolitica,
il Cerchio della Luna propone laboratori e workshop di lavorazione dell'Argilla
sulle forme dell'Antica Dea :
a luglio, un seminario in natura,
per incontrare la Dea attraverso l'argilla, immerse negli elementi.
a Milano un laboratorio settimale
per ritrovare la nostra creatività e i molti volti della Dea che
vive in noi.
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