La Luna
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Simbolismo, miti, archetipi, significati e influenze

La Danza della Luna
Introduzione al testo e alle meditazioni

luna

Immagine di Marc Chagall
Vai agli altri capitoli della Danza della Luna: Suggerimenti, Luna Piena, Luna Calante, Luna Nuova, Luna Crescente

La Danza della luna è un percorso rivolto a tutti coloro che desiderano ricontattare la propria energia femminile: è rivolto dunque principalmente alle donne, ma anche agli uomini, perché in ogni essere vivente, a prescindere dal suo sesso, sono contemporaneamente presenti sia l’aspetto maschile sia quello femminile.
Per energia femminile intendo l’energia della “donna antica”: la capacità creativa, la capacità di accettazione, di lasciare e di lasciarsi andare, di essere ricettive e intuitive, di capire e conoscere non tanto attraverso la mente e la razionalità quanto attraverso l’istinto. Tutte queste sono capacità che non usiamo praticamente più: a volte le trascuriamo, ce ne dimentichiamo, a volte facciamo finta di non averle proprio e magari ci fa comodo comportarci come uomini… Ma il femminile è comunque dentro di noi con tutta la sua potenza, e attende il nostro richiamo.

Ho chiamato questo percorso “Danza della Luna” in analogia con la “Danza del Sole”, rituale di iniziazione che i giovani maschi di alcune tribù di nativi americani affrontano per diventare uomini. Questo consiste nel far passare dei lacci di cuoio sotto pelle, all’altezza dei pettorali, e nel farsi appendere ad un palo sotto al sole, fino al raggiungimento della propria “visione” (vi ricordate “Un uomo chiamato cavallo?”) Essi dicono che le donne non ne hanno bisogno, perché “partoriscono” e questa è la loro iniziazione. Questa spiegazione la dice lunga sul carattere costitutivo della femminilità, che è immanente all’essere umano. Se per divenire tale un uomo deve confrontarsi con il palo ed il sole, o in altre civiltà con prove sempre rischiosissime, come la caccia ad animali feroci ecc., ma comunque costituite da ostacoli esterni al corpo umano, una donna durante il parto si confronta solo con sé stessa, lotta solo con il proprio corpo, con un dolore che nasce da dentro di lei ed che va a tormentare lei. Mentre all’uomo vengono inflitti tormenti di origine esterna, nel parto il dolore nasce e ritorna dal e al centro del corpo della donna, che diviene quindi non solo oggetto ma anche agente di tale tormento. Inoltre, se in alcuni rituali di iniziazione maschili, tipo la caccia, può anche succedere che l’uomo esca completamente illeso dall’esperienza, magari solo con un po’ di paura, difficilmente una donna uscirà illesa da un parto. Ed infine, se nei rituali maschili la morte è solo la peggiore delle ipotesi e rappresenta un pericolo, ogni donna che partorisce deve fare i conti con una possibilità di morire che non è mai troppo lontana, e spesso accade addirittura che si invochi la morte per essere liberate dal dolore. Un ragazzo, per diventare uomo, deve superare una prova; una donna è già una donna, e per diventare madre deve superare se stessa.

Il cammino per riappropriarci di noi è molto lungo: è necessario tornare a ritmi di vita semplici, naturali, più vicini al nostro sentire. Il ritmo delle fasi lunari è di sicuro il più immediato, quello cui ci sentiamo intimamente e profondamente legate, visto che ci accompagna nel nostro essere donne per tutta la vita. Prendendo in esame le fasi lunari ad una ad una ed il loro simbolismo, daremo vita a visualizzazioni durante le quali prenderemo contatto con alcuni degli aspetti più belli della femminilità: dalla comprensione all’indipendenza, dalla riflessività alla creatività, dalla cedevolezza all’accettazione e alla bellezza.

Ho scritto questo libro per due motivi. Il primo è che la luna è simbolo della Dea Madre, che sento più vicina a me di tante altre divinità, e che con questo libro posso quindi onorare.
Quando ero bambina facevo un sogno ricorrente. Andavo a spasso con mia madre, che mi teneva per mano. Ad un certo punto ci fermavamo e lei mi diceva: "Aspettami qui, devo andare un momento in un posto ma torno subito." Io aspettavo per un po', ma lei non arrivava e andavo a cercarla. Camminavo fino ad un bivio dove trovavo delle vecchie vestite di nero, sedute, che lavoravano di cucito. Mi dicevano "Dove vai bella bambina?" e io rispondevo :"Sto cercando la mia mamma. L'avete vista passare? E' una signora bionda con gli occhiali e gli orecchini." Le vecchie mi dicevano "Sì, è andata di qui." e mi indicavano una delle due strade che io seguivo, puntualmente consapevole che mia madre era andata dall'altra parte e che le vecchie mi avrebbero raggiunta per mangiarmi. Non so quale sia stato lo stimolo esterno che ha dato vita a questo sogno, se una favola raccontatami per farmi stare buona, una lettura o qualche immagine televisiva. Sta di fatto che non ne ho capito il senso se non a trent'anni, quando ho incontrato la religione della Grande Madre. A quel punto mi sono resa conto che la mamma del sogno era lei, la Dea da cui ero stata lontana fino ad allora, e che le vecchie, sua ulteriore rappresentazione, mi raggiungevano per punirmi non per pura cattiveria ma perché io, pur sapendo qual era la strada da seguire, fino ad allora non l'avevo seguita. E questo è il secondo motivo per cui scrivo questo libro: ho imparato a mie spese e con gravissimi rischi come sia pericoloso non seguire l'istinto, e meditare sulle quattro lune aiuta a farlo.

Per istinto intendo ciò che viene direttamente dalla pancia, dall'utero, ed è lontano sia dal ragionamento che dal cuore o dal senso del dovere; è l’unico tipo di "conoscenza" animale che ti può salvare la vita. Quella specie di ossessione che viene prima dei nostri cerebralismi e che, mentre cerchiamo di convincerci di una cosa, ci ripete, stridula odiosa e petulante "Sai benissimo che non è così". Ritengo sia questo il sapere allo stato puro. Non l'erudizione, lo studio, la cultura, la laurea, ma quello stimolo che ti fa venire la pelle d'oca quando senti il ruggito di una tigre, anche se si tratta solo di un documentario in tivù. Le cose che ci hanno insegnato, l’educazione che ci hanno dato, il peso di condizionamenti culturali di vecchissima data, insieme ad una serie di stimoli quali la televisione, i media, il nostro moderno stile di vita, ci allontanano dall’uso dell’istinto per spingerci a comportarci non come desideriamo, ma come tutti fanno o come gli altri si aspettano che facciamo, o come conviene fare o sta bene fare…
Comportarci seguendo l’istinto, cioè quella conoscenza antica che gli animali hanno mantenuto, ci porta invece a seguire i nostri ritmi, i nostri tempi, a vivere in maniera più semplice e naturale, e ciò ci avvicina a noi stessi, facendoci essere come siamo realmente, facendoci stare meglio.
Perché è quando ci sforziamo e ci costringiamo ad essere ciò che non siamo che ci dissociamo da noi e stiamo male. Bisogna dunque focalizzare l’attenzione su ciò che è il più naturale possibile, connetterci ad un ritmo di vita naturale, e quello della luna è senz’altro il più immediato e a portata di mano di chiunque, senza necessariamente tornare a vivere nelle paludi o abbandonare il proprio ufficio per un lavoro in campagna.
Noi non "sentiamo" più.
Parlavo con una ragazza, qualche anno fa, spiegandole come uno dei miei obiettivi principali fosse potenziare l'istinto, e vivessi secondo determinate regole per realizzarlo. La mia amica mi guardò e mi disse: "Guarda che l'istinto è GIA' potente, il problema è imparare ad ascoltarlo".
Sono parole sante. C'è sempre qualcosa che ci distrae, c'è sempre qualcos'altro che DOBBIAMO fare, che SAREBBE MEGLIO fare, che PRIMA FACCIO QUESTO E POI…
Eppure, nelle rare occasioni in cui riusciamo a "sentire", poi stiamo bene. Ogni mattina vi fermate nel solito bar per il solito cappuccino; dovreste essere in ufficio a quell’ora, ma tanto il capo non arriva mai prima delle nove. Non vi è mai successo che proprio quel mattino in cui decidete di non fermarvi, il capo alle sette e trenta fosse già arrivato? Se vi è capitato e vi siete chiesti cosa vi ha spinti a non seguire il comportamento abituale, ebbene, è stato l’istinto. Non c'è niente da aggiungere allo stato di benessere che proviamo quando abbiamo fatto ciò che sentivamo di dover fare: è una situazione perfetta, forse quel che di umano maggiormente assomiglia all'illuminazione. Meditare sulle quattro lune ci fa riflettere sull’essenza della realtà, che è molto più semplice di tutti gli orpelli con cui il nostro cerebralismo e le nostre sovrastrutture la deturpano.

C’è poi un’altra considerazione da fare: noi assomigliamo alla luna perché come lei cambiamo di continuo. Non siamo mai uguali a noi stessi: passiamo da momenti di grande forza ed energia, di creatività, di buonumore, a momenti in cui ci sentiamo stanchi, non abbiamo voglia di fare nulla, desideriamo soltanto stare soli, isolarci da tutto e da tutti, come la luna passa dalla fase crescente alla piena e alla calante, per poi sparire, rinnovarsi e ricominciare.
La società in cui viviamo non accetta questi cambiamenti, e considera come segni di debolezza ogni modificazione del nostro stato d’animo o della nostra energia. Dobbiamo sempre essere ugualmente efficienti, ugualmente produttivi, ugualmente rapidi e attivi, ugualmente giovani…e dobbiamo essere tutti ugualmente belli, magri e di buonumore.
Ecco dunque che ci propinano gli antidolorifici per far passare i dolori mestruali, il mal di testa, il mal di schiena, con il noto messaggio finale: “…e puoi SUBITO ritornare a fare quello che stavi facendo”.
Ecco che la menopausa è “curata” con terapie ormonali che prolungano la fertilità, e la vecchiaia con interventi chirurgici e quant’altro per dimostrare “ancora” vent’anni, anche a settanta…
Tutto ciò che non è compatibile con un’immagine di gioventù, attività, efficienza e produttività diventa inutile: diventano inutili le donne in menopausa, i vecchi, e perché no, i disoccupati, i ciccioni, i malati, i pazzi…

Mantenere il ritmo che la società moderna ci impone è faticoso, perché è un ritmo lineare, costante, incompatibile con la nostra tendenza alla ciclicità, e mi pare che ne stiamo pagando il prezzo anche in termini di salute e serenità. Ciò che è naturale è l’alternanza, la ciclicità: la ritroviamo nel passaggio dal giorno alla notte, dalla luce al buio, dalla primavera all’estate, all’autunno e all’inverno, e su più vasta scala nella nostra stessa vita, che nasce, cresce, invecchia e muore.
Quando esplode una malattia dunque, anziché intestardirci a prendere pillole per terminare il lavoro, forse dovremmo fermarci ad ascoltare il nostro corpo…Una donna è bellissima e perfetta a qualunque età, perché è unica e tutto il suo corpo meraviglioso parla delle sue esperienze straordinarie… E lo sguardo, la voce e le parole di un vecchio, forse possono dirci molto, se solo non avessimo la presunzione di avere fretta e di non avere il tempo di ascoltarlo...

A chi dunque è dedicato questo libro? A tutti coloro che stanno facendo fatica, che si sentono lontani da sé, lontani da casa, a chi si rende conto che non sta facendo la cosa giusta, a chi sa benissimo quel che dovrebbe fare ma non ha il coraggio di farlo, a chi ha paura di non farcela e a chi non ce la farà proprio. Alle donne, specialmente, che considero tutte mie sorelle, e che troppo spesso si accaniscono l’una contro l’altra in un’insana imitazione di competitività maschile.
A tutte le madri, a tutte le vergini, a tutte le megere che un tempo sono state bellissime e che ormai sono solo vecchie, (SOLO?) ma che quando ti guardano ti trapassano con lo sguardo e con loro non puoi mentire, perché sanno già tutto, anche ciò che tu credi di riuscire a nascondere.
Alla madre di tutte le madri, quella da cui discendiamo tutti, e agli uomini, quelli che cercano di capirci e anche quelli a cui non interessa farlo, perché comunque senza di loro la specie non andrebbe avanti.
A mia figlia Viviana e a mio marito, che mi hanno resa madre.
E a mia mamma, che mi ha fatto il dono più grande: quello di farmi nascere donna, e di poter sperimentare così dentro al mio corpo tutte le stagioni della luna.

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*Testo originale di Barbara Coffani per http://www.ilcerchiodellaluna.it 2006
Inserito nel sito www.ilcerchiodellaluna.it il 14 gennaio 2006

© il testo è dal luglio 2009 edito con altri di Barbara Pollettini in un volume ed acquistabile via web:
titolo: la danza della luna
pubblicato con www.ilmiolibro.it


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Bibliografia:
Miranda Gray, Luna Rossa.Macro Edizioni
Marija Gimbutas, Il linguaggio della Dea, Longanesi & C.

 

 



 



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