Femminile
Parole e versi che ci hanno ispirato nel mondo del femminile


Yoni, la Vulva Sacra
Testo e Ricerca di Anna Pirera

la Yoni, vulva sacra, primo segno e simbolo della Dea, il più antico incontro dell'umanità con il sacro, il divino, è singolarmente quasi assente dalla rete, quella italiana perlomeno.
Insieme a questa pagina ospitiamo anche un bellissimo e poetico articolo di Violet, dedicato
al rito dell'anasyrma, l'esposizione della vulva, una delle pochissime testimonianze sul tema disponibili online.

Cercherò qui di dedicarvi un piccolo spazio che sia in parte tempio, e di darne alcune suggestioni, in immagini e parole, e tracce della devozione e dell'attenzione che culture altre - antiche e moderne - Le hanno saputo dedicare.


Dal tempo più antico

Antichissima yoni, il tuo segno, il triangolo con la punta verso il basso, e la tua immagine
abitano le più arcaiche manifestazioni umane: graffiti, segni scolpiti su rocce, linee incise
con forza, diritte. Curve rotonde, a racchiuderne il tratto. Forme ripetute, a moltiplicarne
la potenza.
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La prima traccia di sacro, rito, di culto, è per l'umanità il centro del femminie, la vulva.
Ella è stata adorata apertamente o in segreto, dall'origine dell'umanità fino ad oggi.
La sua figura appare centrale ben prima che si affermi il culto della fertilità maschile, del fallo.

Non ci è possibile risalire al senso che tali figure, tali segni, potessero avere per l'uomo antico. Essi abitano quello spazio prima delle tante divisioni del nostro intelletto 'evoluto', prima che si distinguessero mente e corpo, sacro e non-sacro, mondo e dio...

Possiamo solo aprire in noi la possibilità della meraviglia, dell'emozione, lasciare che il loro numinoso potere ci attraversi, ci trasporti e ci riporti, noi donne, a noi. Alla Dea.

In evidenza sulle Dee paleolitiche e neolitche, semplice simbolo o dettagliata riproduzione, la yoni, il filo che unisce ogni manifestazione della Dea. Essa è la fertilità generatrice, l'estasi della natura che si risveglia, la potenza plastica, il potere di dare la vita, il mistero del parto, l'accoglienza della madre, la guarigione e la rigenerazione, la custodia di ciò che muore e la meta di ogni vita.
Non c'è volto, forma della Dea che non ne rechi traccia, segno.

A partire dalle più antiche, come la venere di Willendorf, 24.000 a.C., di cui il particolare del ventre qui accanto, incontriamo la vulva sacra lungo le ere del tempo - dal 30.000a.c. alle soglie dell'era cristiana - e lo spazio di continenti - dal sud-est asiatico attraversando europa e mediterraneo, fino al messico e alle americhe.

Prima del Lingam, del fallo, la Yoni, la Vulva fu sacro simbolo, oggetto di venerazione. In ogni luogo, essa era riconosciuta avere un immenso potere magico. Nei santuari paleolitici un'area, la più interna, era dedicata esclusivamente ad essa(1). Il sangue che da essa scorreva, il sangue mestruale, era universalmente visto come sangue di vita - quello stesso che tinge il bambino di rosso alla nascita. E rosso era il colore del sacro, quell'ocra rossa che, insieme appunto con il sangue mestruale (2) - o in sua vece - era usata nelle cerimonie sacre.

Fra i più antichi reperti umani, oltre alle immagini del triangolo sacro, sono i 'bastoni del comando' o 'bastoni cerimoniali', che, inizialmente ritenuti segni del potere di comando, hanno mostrato ad attente analisi le tacche che segnavano i tempi lunari, in particolare i tempi della gravidanza. Il potere di dare la vita, essenza della Dea Madre antica.

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Yoni: il femminile nella sua essenza.
Il termine yoni, un termine sanscrito, designa sia la vulva, l'aspetto visibile, che si mostra, del centro sessuale nella donna, sia il suo corrispondente interno, intimo e nascosto, il complesso mondo che abita il ventre femminile.

Dal momento che il sanscrito è una lingua sacra, in esso ad ogni suono, ad ogni vibrazione, corrisponde un'energia prima. Dalla combinazione dei suoni, e delle corrispondenti energie, sgorga la manifestazione concreta.
Yoni si scrive in devanagari (il sanscrito scritto) "yoin", anche se si pronuncia "yoni", ed è composto da:
y = il principio animatore, il cuore, il vero sé, l'unione
o = preservazione, luminosità
i = amore, desiderio, coscienza; brillare, pervadere.
n = loto, maternità, ciclo mestruale, nudità, vuoto, perla.



Immagini senza tempo: la natura
Yoni della Madre Terra. Templi e soprattutto luoghi, indicati come sacri, visitati con reverenza, sedi di culti antichi che si perpetuano in nuove culture e religioni, mete di pellegrinaggi, sedi di cerimonie iniziatiche e rituali di fertilità.

Accessi al mondo sacro, numinoso e nascosto della Madre, ognuno di essi era riconosciuto, protetto e rispettato.

Immagini della vulva nelle sue infinite manifestazioni in natura, dalle fenditure delle rocce sacre, alle meravigliose conchiglie di mare, passando attraverso mille fiori, semi, ingressi di grotte, sottili cascate e magici canyon.


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Trovare un oggetto dalle sembianze di yoni era considerato un segno di benedizione, di fortuna e sorte benevola donato dalla Grande Dea.
Oggetti come segno e messaggio divino, essenza del femminile, del suo potere e della sua forza creativa.

Il fiore di loto, Padma in sanscrito, è simbolo di Laksmi, come di ogni Dea. Padma significa anche direttamente Yoni, oltre che Dea o donna.
La rosa è il corrispondente nel mondo occidentale, mistico simbolo del femminile, associato alle figure femminili sacre come alle tradizioni misterico-esoteriche di ispirazione cristiana.
Anche il giglio, la calla e numerosi altri fiori aprono i loro petali in figure che ricordano la yoni, e la loro fragranza è paragonata a quella della yoni nel momento dell'amore (3).
La mandorla, che in tempi storici prende la figura della vescica piscis, compare anch'essa nell'iconografia cristiana.
La pesca era un simbolo della yoni nel mondo cinese e il seme di cardamomo in oriente (India e mondo arabo).

               


Le Potenze Sacre
La venerazione per la yoni, antica abbiamo detto quanto l'umanità, è ancora oggi presente nell'induismo, nel taoismo e in alcune correnti del buddismo, oltre che in numerose culture ancora vicine alle origini del sacro.
Con essa, si onorano le sfaccettature e i meravigliosi ed unici poteri che il femminile detiene e manifesta. Qui di seguito ne citiamo alcuni.

Potenza generativa e rigenerativa
Nel triangolo sacro, in ogni donna, il potere generativo, il potere creativo di dare origine alla vita. Nel ventre della Madre Terra, ogni vita si genera e si rigenera, ciclo dopo ciclo, anno dopo anno.
Potenza plastica
Alla vulva, il potere di trasformarsi, la sua plasticità stupefacente:
- nel momento dell'amore, i tessuti e le zone coinvolte si inturgidiscono e aumentano la loro dimensione in misura pari o superiore a quella del membro maschile.
- nel momento del parto, la vulva si apre come un fiore fino a far uscire la testa e il corpo del bambino.
- nello spazio dell'utero essa diventa culla per i cuccioli, in grado di offrire dallo spazio per un seme a quello per più bambini!
Potenza trasformativa:
Come il serpente sacro, il femminile 'cambia pelle' al suo interno e lascia scivolare via la vecchia pelle con il flusso mestruale.
Potenza di accoglienza:
Nel ventre si fa spazio per accogliere la nuova vita che sta crescendo, al ventre della Madre ogni vivente fa ritorno.
In sè, l'accoglienza per il maschile nel momento dell'amore.
Potenza di piacere
La capacità di generare e provare piacere del femminile è magicamente senza limiti.
Potenza fecondativa
Il flusso mestruale in particolare è sempre stato celebrato per la sua capacità di rendere fertile la terra (4).
Potenza regale
Dalla yoni prendono nascita re e regine; nel tempo antico era la discendenza matrilineare a segnare la linea del comando.
Potenza sacerdotale, oracolare, misterica
Il mistero del sangue che si trasforma in vita, il sangue del ciclo che contiene in sè ogni potere. Nel tempo del ciclo, la donna ha accesso alle dimensioni più magiche, ai doni profetici, ai poteri sacri. Alle donne nel ciclo erano affidati i ruoli di officianti nelle cerimonie sacre.
Potenza protettiva
Dai tempi più antichi, l'esposizione della vulva aveva il potere di scacciare ogni ombra (5).
Potenza trascendentale
La yoni è la porta attraverso cui il principio primo si fa materia, l'energia trascendentale diventa manifestazione (6).


I fluidi Sacri
Dalla sacra yoni sgorgano come da una sorgente i fluidi sacri, portatori dell'essenza divina femminile. I principali sono:

Yoni-tattva
, il fluido dell'amore, nettare dell'estasi, scorre dalla sacra yoni donando la gioia radiante del piacere più luminoso.

Yoni-puspa, (lett. il "fiore della yoni"), il fluido mestruale, racchiude in sè molti dei poteri magici e numinosi di cui abbiamo parlato.
In alcune culture, vengono distinte tre varietà di yoni-puspa (che scorrono nei tre giorni del ciclo), corrispondenti a diverse energie o potenze (7).

 

I molti nomi
Ogni cultura ha i suoi nomi, che molto ci possono raccontare dei sentimenti che la yoni ispira: reverenza o orrore, paura o meraviglia, incanto o disgusto, attrazione e piacere o senso di colpa....

Nella lingua italiana abbiamo numerosi termini per lo più legati al mondo vegetale, a tutti noti.
Altre culture hanno saputo offrire alla sacra Vulva nomi e descrizioni ben più poetiche, corrispondenti alle sue diverse forme.
In Giappone, si distinguono 5 'forme' della yoni, corrispondenti ai 5 elementi:
La yoni della Terra Nera, la yoni acqua, la yoni della criniera-fuoco, la yoni del vento gentile (il dragone volante), la yoni celestiale (la perla del dragone).
In Cina, i nomi corrispondono a diverse profondità:
il Dente di Castagna d'acqua, la Valle piena di Pace, la Perla Misteriosa, la Valle del Seme, il Palazzo delle Delizie, La Porta della Posterità, Il Polo Nord.
Nella cultura Araba, moltissimi nomi corrispondono alle varie forme, ma anche al temperamento sessuale della donna, fra cui troviamo "la deliziosa", "la primordiale", "la silenziosa", "la voluttuosa", etc...

Templi e riti antichi e moderni

Quando nuove culture e religioni di stampo patriarcale presero il sopravvento, la venerazione della Dea e della Yoni sacra presero di conseguenza per lo più la via nascosta, segreta, esoterica.

Del tempo antico restano tracce, resti archeologici, fra cui i numerossissimi templi che della yoni ripresero la forma. Fra essi, alcuni dei più bei siti della cultura neolitica del bacino mediterraneo, come quelli sardo e kurgan fotografati qui a sopra (8).

Nelle più recenti culture troviamo, aperte o più o meno nascoste, diverse tradizioni di celebrazione della yoni:

In India, l'adorazione della Vulva sacra, yoni-puja, ha luogo in diverse forme. In genere vengono offerti incensi e libagioni e versate sulla yoni di una murti (statua, emanazione) di Devi (la Dea). Canti devozionali e suoni conchiglia accompagnano la cerimonia; al termine le libagioni, rese sacre, vengono offerte ai partecipanti (prasada).
In alternativa, una yogini (maestra o esperta tantrica) o una kumari (fanciulla di 16 anni), rappresentanti viventi di Devi, possono incarnare la Dea, e il rito prende il nome di sri-puja. La potenza del rito è legata alla capacità della sacerdotessa di veicolare la presenza della Dea.
Altre forme di puja sono più intime e coinvolgono solo due persone, la donna-Dea e l'uomo che la adora.

A Gahuti, in Assam, si trova il più importante tempio della yoni in India. Vi è adorata la Yoni della dea Sati, consorte di Shiva, che Vishnu
, tagliata a pezzi la Dea, lasciò cadere in quel luogo. Un altro santuario dedicato alla yoni si trova in Nepal, il tempio della dea Guhesvari nei pressi di Katmandu.

In alcune linee del buddismo tibetano - ora per ovvie ragioni poco in voga - vengono utilizzate forme di visualizzazione della yoni, in connessione con Dakini e Yogini.
Nel buddismo Shingong giapponese la yoni è venerata come origine del fuoco.
Nel mondo islamico, un tempo, la Sacra Pietra Nera era vista come simbolo della Yoni di Madre Terra.

   


Un invito...

Lo Spirito della Valle non muore mai.
E' chiamato il femminino misterioso
E la porta del femminino misterioso
E' l'origine da cui
i cieli e la terra sono scaturiti.
E' eterna e appare come se esistesse materialmente.
Ottieni da essa ciò che desideri,
non si esaurirà mai.

Tao te Ching -1: 6 (9)

La porta del mistero femminile, il centro sacro in cui il divino si manifesta e la vita ha origine è nel corpo di ognuna di noi.
L'augurio che qui vogliamo fare è che possiamo talvolta lasciare che un barlume di consapevolezza di ciò sia presente per noi nel nostro quotidiano, mentre camminiamo per strada, mentre ci sediamo, mentre ci apriamo al piacere...

E che non manchi mai nel momento del dare alla luce, in chi assiste la Madre, l'apertura al Mistero che proprio allora si manifesta.


Ricerca di Anna Pirera per www.ilcerchiodellaluna.it, inserita nel sito nel settembre 2010.


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Note:
1 - Secondo una tesi Di Leroi-Gurhan - Prehistoire de l'art occidental. Un esempio nella "Galleria delle Vulve", in fondo alla caverna-santuario di Robasdella, in Spagna. Da notare che le sale più interne delle caverne-santuario avevano spesso un canale di accesso lungo e stretto, talvolta tanto stretto da dover essere percorso carponi, con un evidente simbolismo iniziatico legato alla nascita.
2 - L'uso del sangue mestruale nei riti e nelle magie è una di quelle tradizioni initerrotte dal paleolitico alle culture contadine dei giorni nostri. Se qualcuna/o fosse a conoscenza di un testo specifco in italiano sull'argomento, è pregata di segnalarmelo.
3 - E non viceversa! La situazione in cui viviamo come donne è evidente nel paradosso per cui il mercato offre un'ampia varietà di detergenti intimi (poche sostanze sono peraltro altrettanto dannose quanto i detergenti sulle parti intime) opportunamente profumati (l'importante è che si annulli ogni odore naturale) e speciali profumi "afrodisiaci", profumi che rilasciano molecole dall'odore il più possibile simile a quello della vulva.
4 - Provare per credere: il sangue del ciclo può essere utilizzato come fertilizzante e ricostituente per le piante, sia quelle di casa che quelle di orto e giardino.
5 - Cfr il già citato articolo di Violet sui sacri riti di esposizione della vulva.
6 - "L'organo femminile, (yoni) è simbolo dell'energia femminile trascendentale (prakriti); ognuna incarna l'energia della sostanza primordiale che è alla base di tutta la creazione. La matrice trascendentale della prakriti dà luogo al processo del divenire, risvegliando anche le energie cosmiche. Nel passaggio dall'equilibrio alla creazione, queste energie-forze evolvono e si trasformano fino a dissolvere una volta ancora l'universo nel suo fondamento originale, non manifestato." (traduzione da una versione francese su un blog dedicato alla Dea).
7 - in ambito tantrico, ad esempio, il fluido del primo giorno viene paragonato al fiume sacro Jamuna, il fiume scuro, quello del secondo giorno al sacro Saraswati, il fiume rosso, quello del terzo giorno al sacro Gange, il fiume più chiaro.
8 - immagini tratte da www.satorws.it
9 - La traduzione di questa parte del tao te ching è un puzzle sorprendente, online potrete trovare le taduzioni più diverse, con significati che divergono anche sensibilmente. Ogni versione (differiscono soprattutto negli ultimi 2-3 versi) coglie un aspetto della misteriosa yoni e dei suoi doni.

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Fonti e testi di ispirazione:

Il Risveglio della Dea, Vicki Noble, ed. TEA
The Yoni, Sacred symbol of female creative power, Rufus C. Camphausen, ed Inner tradition
Il Linguaggio della Dea, Marja Gimbutas, Ed Neri Pozza



 

 



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