Femminile
Parole e versi che ci hanno ispirato nel mondo del femminile



Anna, Maria, Maria Maddalena e Lilith, donne e dee, viaggio nel Femminile delle Sacre Scritture
Di Anna Eszter Pataky*

maddalena

PICCOLA PREMESSA
a cura di Anna Pirera
Quando Anna Eszter mi ha scritto chiedendomi informazioni su St. Anna e proponendomi alcune sue riflessioni, sono rimasta così colpita dalla lettura che proponeva e dalla potenza con cui trovava le parole per esprimerla che le ho subito chiesto se aveva voglia di sviluppare il tema per il sito (www.ilcerchiodellaluna.it).
Ne è uscito un percorso di testi in una scrittura essenziale, improvvisa, senza mediazioni o spiegazioni, personalissima e insieme archetipica, un paesaggio del femminile illuminato da frasi brevi, come lampi e tuoni.
I testi originali di Anna erano scritti in un italiano bizzarro, non essendo lei di lingua italiana, per cui abbiamo chiesto ad Emanuela Ghidini se poteva esserci d'aiuto nel dare loro una forma adatta e lei ha gentilmente accettato di raccogliere la sfida.
La scelta è stata quella di rispettare il più possibile il testo originale, lasciandone i salti, le espressioni particolari, la forma che Anna le aveva dato. Vi presentiamo qui quattro testi, che si rincorrono, riprendono l'uno dall'altro, aggiungono, si spostano dall'archetipico al vissuto personale. Come una sinfonia, che abbiamo scelto di non integrare in un unico testo.
In essi si delineano 4 figure, 4 tempi, 4 movimenti, 4 momenti del femminile quale scorre a noi dalle sacre scritture.
Anna ne propone così le parole chiave, le coordinate:

Momento di Anna

Morbido, caldo. Davanti a sé un lungo cammino. Nel grembo è Maria. Ferma e sempre presente. Nè tempo, nè luogo. Nel passato il futuro. Verde brillante ed accogliente. La promessa dell’umanità sacra.

Momento di Maddalena
Forte ponte. Cammino diritto. Veloce, bianca. Guarisce l’anima. Porta la Luce, si affianca, completa, realizza.
Va, fa, crede, cresce, ama, segue.
Momento della prostituta (sempre Maddalena)
Dimenticata, mutilata, negata, scambiata, chiusa. Pietro l’ha decapitata, Paolo l’ha bruciata, il mondo l’ha cacciata.
Voleva, prendeva, temeva, vendeva. Ma e sopravissuta ed è gloriosa.

Momento di Maria
Eterea danza. Lacrime bianche. Bambina, corre, bianca, invisibile. Entusiasmo, purezza. L’infinito. L’ottimismo.
Nei suoi occhi un futuro buono. Madre celeste, crede in te.
Nera. Chiusa. Donna pietrificata. Sguardo vuoto, ruolo vuoto, senza scopo. Trova accoglienza in cielo.

Momento di Lilith
Il maligno fuoco freddo. Dentro brucia, fuori è nero. Prende, toglie, taglia, succhia, porta via, svuota. Sfugge, torna, attacca, sangue, morte. Un tempo compagna di giochi, poi sola. Vuota. Lontana, isolata. Potente, ma senza valore. Diventa umile e conosce l’amore.

Pubblichiamo quindi i testi di Anna così come sono, con poche note per specificare alcuni riferimenti che potrebbero non essere conosciuti a tutte/i.

INCONTRO CON ANNA E MADDALENA, DEE INCARNATE

mariamariamaria    maddalena

La storia comincia con Adamo e Eva. No, la storia comincia con Lilith. No, la storia comincia da molto lontano da un momento sconosciuto quando l’umanità ha cominciato a camminare verso il buio, verso la separazione e il caos. Insomma quando ha cominciato ad allontanarsi dalla Verità.

Anna
Camminavamo e camminavamo, allontanandoci sempre di più. . E Lei, la Verità, la Luce, l’Anima del mondo ci guardava, ci guardava mentre noi non la vedevamo, mentre noi non la sentivamo. Ci amava mentre noi ci perdevamo sempre di più, mentre noi camminavamo con la rabbia, l’odio e la paura accanto. Era con noi, quando noi credevamo di essere soli, quando eravamo confusi, accecati e sordi. Era già con noi quando noi la andavamo disperatamente cercando.

Verso la metà del nostro cammino, ecco una donna si ferma e la sente. Apre i suoi sensi e la sua anima e stabilisce un patto con la Verità. Il patto di costruire la strada del ritorno alla Luce, il cammino dell’umanità sacra.

Si chiamava Anna, la materia prima, il vuoto sacro, l’immacolata, il punto di partenza, la via di uscita. Tre mariti, tre Marie, 5 apostoli e Gesù. Nella sua discendenza anche Giovanni Battista. Persone potenti, tanta luce, messaggio d’amore(1). Portare la speranza, la nuova consapevolezza, la via di uscita e la grande possibilità.

Parole, concetti nuovi, miracoli, la Verità di nuovo sulla terra. Lacrime, gioia, vita, amore. Forze che si uniscono, che guariscono, persone luminose, potenti, sane e indipendenti. Il cammino, il destino.

Anna guarda, Anna piange di gioia. Vede i suoi figli fioriti, luminosi, gioiosi, in pace con se stessi. Anna la vecchia, ha ascoltato e visto la Verità. Anna, la grazia divina, misericordia, pietà per il dolore e la sofferenza. Anna la partenza, l’alfa.

Il dolore di Anna. Il messaggio non ascoltato, il messaggio crocifisso. Il messaggio negato, il messaggio manipolato. Una figlia addolorata, un nipote ucciso. Figli disperati, confusi. La Verità sepolta.

Lei, Anna, viene fatta sparire.

Il sogno di Anna. Una bambina, colei che nasce senza spese karmiche, senza demoni e maledizioni, senza la gabbia dell’oscuro, in perfetto equilibrio di maschile e di femminile. L’inizio del nuovo ciclo, l’era dell’unità delle due colonne(2).


Maddalena
Anna, la carne, la materia da cui originano le forme. L’occulto, onnipresente sconosciuto. Maddalena la rosa, la luce, il profumo, il cammino con passo leggero. Il ritorno di Lilith.

Maddalena, la testa ritrovata, l’intelletto femminile. Unione di femminile e di maschile, l’amore sincero e vero. L’altra metà di Cristo(3).

Ma Maddalena viene negata, cacciata, eliminata. Così ci ritroviamo al punto di partenza. Donne decapitate. Donne sotto il controllo del maschio, donne demonizzate, le cui emozioni vengono soffocate, nascoste, controllate. Donne con intelletto maschile. Donne rese impotenti. Donne i cui poteri vengono negati.

“Noli me tangere”: non toccare e non essere toccati. Divieti sessuali e tabù. Desiderare e sognare di essere uniti pelle contro pelle. Vivere senza luce, vivere senza conoscere veramente noi stessi.


Lilith, colei che si nasconde, colei che distrugge, colei che soffre. Lilith, colei che vorrebbe tornare, colei che vorrebbe amare, che vorrebbe perdonare. Lilith orgogliosa, superba e maledetta. Lilith che conosce l’ineffabile nome. Lilith, l’altra faccia di Maddalena. Sua sorella oscura. La massima potenza sessuale senza l’amore. I cerchi magici, i segni, i rituali, dea dei massoni(4).

Donne che hanno camminato attraverso il dolore. Che hanno insegnato che in ogni cosa c’è amore. Sapevano vivere il dolore. Sapevano essere qui con noi, con la loro Luce, vivendo il dolore. Dolori diversi, ingiustizie, perdite, delusioni, maledizioni, mutilazioni. Erano dee, ma vivevano con l’umanità per guidarla al regno della Verità.


ANNA, MARIA, MADDALENA, MODELLI CRISTIANI DI MADRE

maria  maria  maria

Anna, la vecchia Madre, la Grande Madre. Sant’Anna, ma anche Anna, madre del profeta Samuele. Il suo nome dice: vengo da lontano, dai tempi remoti dove le parole erano semplici, chiare, in armonia con i movimenti. Vengo da prima di Babele, quando conoscevamo il segreto della vita. An-na: se mi guardi da davanti o da dietro sempre sono io. Sono la base di ogni forma di vita. Sono il principio, sono il nutrimento, sono colei che ti fa crescere.

Porta in sè la tradizione di Eva, colei che sta accanto al suo uomo. La donna saggia che va d’accordo con il suo destino. Insegna, protegge, non si lamenta, non si ribella al suo ruolo. Lei è la casa, la sua zuppa riscalda il cuore, il suo biscotto dà coraggio, e la sua bevanda lenisce l’anima. Felici sono i suoi figli, per loro Lei è sempre presente, senza peso. Sempre presente là dove c’è bisogno, ma senza imporsi. Accetta e conosce il futuro dei propri figli. Vive il suo destino e lascia che gli altri vivano il loro. Lei è la Madre che tutti sognamo e che vorremmo diventare. Ma esiste veramente?

Maria, la Madre ragazzina. La Madre con il destino difficile. Lei serve la Verità che ha dimora in lei, non vive per sè. Non ha niente per se stessa. Accetta le sfide e supera le prove. Dice: “Un angelo mi ha detto questo e io lo seguo.” In cambio lei vive la Verità dentro se stessa in ogni momento. La sua stessa vita è Verità , lei stessa e’ creata come Dea vivente in modo da poter attraversare qualsiasi prova. Insegna la compassione e sa che esiste qualcosa a noi superiore, qualcosa molto più grande di noi. Perde suo figlio, piange sotto la croce, ma piange per suo figlio o piange per l’umanità che ha rifiutato il suo dono e ha scelto invece di continuare a vivere nel dolore e nella sofferenza? Sale in cielo, ma continua a costudirci in sé, non ci abbandona, piange le sue lacrime per noi e per noi spera, continua a sperare.

Ma è anche la madre che ama morbosamente suo figlio, che con lui vive, che vive attraverso di lui. E il marito? –“Ah lui? si va beh...lasciamo fare” non gli da importanza.. La madre che si vergogna del suo corpo che fa l’amore con la luce spenta perché è una cosa sporca e vi trova poco godimento. Una donna con gli occhi sempre rivolti al cielo, che non conosce la terra. Una donna mutilata, privata di se stessa, del suo corpo e del suo piacere(5).

Maddalena, la Madre indipendente. Lei si che è in gamba, che ha coscienza del suo valore e che sa dove vuole arrivare. Sicura di sè, accetta e conosce il suo corpo. Cammina sulle proprie gambe, è la donna in carriera, la donna che guida la propria vita, la donna che spesso rimane senza il suo uomo. La donna divorziata, la donna maltratta. Lei che insegna i valori della libertà e della responsabilità ai propri figli: Lei che “i problemi ci sono per essere risolti”, Lei che “la vita è sempre giusta con te; ma bisogna imparare a conoscerla”. Con Lei la vita è gioco e magia. E il suo uomo? Lo aspetta. E spera che un giorno ritornerà a lei dal cielo per volare, amare e costruire insieme il nuovo mondo.



IL CAMMINO DEL DOLORE

annamariaAnna - la costruttrice
Gli architetti (esseni(6)-massoni) prima predispongono il progetto (visioni-profetessa-papessa), poi lo realizzano (Tre Marie- apostoli cugini).

Vedo una donna con un grande sogno: tornare alla Verità. Occorre cominciare a costruire. Costruire il futuro dentro il passato. Preparare i primi passi, mettere la pulce nell’orecchio (chi ha orecchie per intendere, intenda)

Come sempre, per fare un buon lavoro, si lavora in gruppo. A quell’epoca il progetto finale si chiamava Gesù. E il gruppo si chiamava la Sacra Famiglia.

Anna è il principio da dove tutto parte, colei che portava in sè l’inizio e la fine. La donna con la saggezza necessaria a saper accettare il proprio destino e quello altrui, ad avviare i figli verso un percorso di sofferenza e di dolore: la morte sulla croce, la figlia addolorata. E dire: “lo faccio, lo firmo, perché so che così deve andare”

Ma non basta sapere, bisogna anche vivere. E’ questa la grandezza di tutte e tre le donne (Anna, Maria e Maddalena). Sapevano vivere il dolore. Sapevano essere qui con noi, con la loro Luce, vivendo però al contempo il dolore più profondo del mondo. Dolori diversi, ingiustizie, perdite, delusioni, maledizioni, mutilazioni. Erano Dee; vivevano nell’umanità per far tornare l’umanità alla Verità.

Il dolore di Anna: “ma io potevo fare diversamente, potevo dire no“(libero arbitrio) Quale madre infatti vorrebbe vedere la propria figlia sotto la croce di suo figlio? “Io ho visto, io sapevo! Ho fatto soffrire i miei figli…”

Anna, la Grande Madre. Nella sofferenza ci dà sostegno, ci calma e rassicura. I piedi ben radicati a terra. Intorno tempeste, follia, ignoranza, odio e rabbia, ma nei suoi occhi brilla la promessa del paradiso terrestre ("e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme".)

Come sempre quando la gente vive lontana dalla Verità, i suoi messaggeri arrivano. Anna era uno di questi. Insegnava che bisogna accettare, che bisogna credere e costruire in ogni circostanza.

Anna è sempre con noi, dolce e accogliente, dà forza e fiducia, ci avvia e ci regge con la sua forza, con i piedi ben piantati a terra. La grazia divina, la pietà.

Pensate a lei, poichè sempre ne avrete bisogno.

mariaMaria - la compassione
La fanciulla immacolata. Libera da ogni peccato. Pronta a portare un grande destino. Donare al mondo
il gioiello più prezioso.

L’adulta, sola, nera, addolorata. Al collo il gioiello morto, insanguinato, crocifisso.
Lacrime, disperazione, dolore, pugnalate al cuore.
Ma Maria non piange per suo figlio. Piange per tutti i figli perduti della terra. Per i figli lontani dalla Verità.
Per i figli ciechi, ignoranti e superbi. Piange, piange da millenni. Piange per la mancanza di ascolto,
piange per il rifiuto, piange per la bestemmia, per l’autodistruzione e per l’autopunizione, per i
peccati inesistenti, per le limitazioni, per la falsità e per la supponente prepotenza del mondo.

La madre che perde suo figlio. Inverno, rughe, solitudine, passi e mani vuoti, senza abbraccio.

Ma anche madre sposata con suo figlio. E’ veramente Maria l’altra meta di Cristo?! Attenzione: i ruoli
sono stati manipolati (Maddalena è stata cancellata, Giuseppe è stato castrato).

Maria diventa così la madre che vive per suo figlio, che vive attraverso suo figlio. Che caccia via il marito. Giuseppe? Chi era? Una figura vuota, senza un vero ruolo paterno. Spostamenti, manipolazioni: si cancellano un padre (Giuseppe) e una sposa (Maddalena), cosi Maria e Gesù diventano la coppia divina, dando un modello alla società per due millenni a venire. Come possono madre e figlio unire in sé una Divinità femminile e maschile?

Ecco il modello che viene proposto attraverso la figura di Maria: Una donna asessuata e addolorata. Ma che cosa è la Divinità? E’ gioia e amore. Come può vivere una donna seguendo una divinità mutilata?

Maria assunta in cielo: diventata celeste, lascia le sue vesti scure. E ritorna sulla terra per insegnare la compassione: comprendere e accogliere l’umanità. Ascoltare le preghiere e compiere miracoli. Non smette mai, per farci ricordare che abbiamo compiuto una scelta che non era necessaria, che ancora abbiamo tempo a disposizione per ascoltarci. Per ascoltarci veramente. Per ricordare la fanciulla che amava l’uomo con cui stava, che amava il suo Dio, che portava nel suo grembo il gioiello più prezioso del mondo. Per far cambiare la storia dando ascolto al gioiello del mondo.


mariamariaMaddalena - la consapevolezza

Luce bianca che scende, che atterra dolcemente, cammina con passo felino, profumo di rose, attrazione. Sguardo solare, spalle leggere, morbido corpo, completa in sé. Maddalena trasforma, lei è la torre (Magdala) è il segreto che si desidera svelare, è la coppa, è la Verità che si fa materia, è l’albero.

Se Anna è il principio, Maddalena è la materia nuova. La Luce incarnata. Lei è la nuova consapevolezza: colei che sa che la nascita è morte e che la morte è nascita. Prima e dopo esiste solo la Luce. Tra il prima e il dopo c’è un patto: il cammino da percorrere.

Il percorso di Maddalena, è il percorso verso l’umanità rinnovata, verso Cristo, verso l’equilibrio, verso l’unione, verso la nuova vita. Lei è il nuovo, così come Gesù è il nuovo. Erano i primi, come Adamo ed Eva. Adamo ed Eva, la prima coppia che uscì dall’Eden, Gesù e Maddalena, la prima coppia che portò in sè l’Eden.

L’Eden nell’inferno. Ecco la compagna di Gesù, l’altra meta di Cristo. Il cammino dell’amore, il cammino della guarigione, il cammino delle promesse, il cammino delle speranze, la via per uscire dalla sofferenza e dal dolore. Il segreto del corpo fisico, il segreto del sesso, il segreto della trasformazione. La Verità, la realtà, la purificazione della mente e del corpo. Essere, vivere e agire in accordo con la propria natura, con la volontà e con il destino.

Mani che strappano, mani che dividono. Una mente che tradisce. Giuda? No, è Pietro! Due persone strappate, separate, divise, fermate. Buio, vuoto, silenzio, metallo. Potere, regole, corpo soffocato, corpo negato, corpo reso impuro.

Chi vince è il diavolo. Il tempo dell’uomo sacro ancora non è giunto. E’ il tempo di Pietro(7). Il messaggio viene manipolato. Troppe paure provengono dal proprio sé. E il cammino prosegue. Prosegue verso il buio, verso il mondo di Pietro e Paolo(8). La’ dove comandano le paure, dove non c’è Luce. Sottomettere senza comprendere. Il mondo della Chiesa.

Lui crocifisso, lei trasformata in una prostituta. Le vecchie abitudini rimangono, le paure s’ingigantiscono, non c’è ascolto, non c’è cambiamento. Il vecchio diventa ancora più forte.

Lei va, scappa in Francia, il cuore pesante, il dolore immenso. Il cammino prosegue occultato nelle profondità, là dove Pietro è impotente e non può raggiungerla e così Maddalena sopravvive. Maddalena è viva nella leggenda, in forma occulta, nelle profondità dell’anima. Così Sara puo’crescere e diventare invincibile.




L'INSEGNAMENTO DI LILITH
Dedico questa scrittura a Martino e a Valentina che mi hanno insegnato che la rabbia è anche amore

anna  maria  lilith  anna

Ascoltami attentamente! Sono io, sono venuta da te per raccontare la mia storia. Sono quella che tu non vuoi diventare, sono quella che ti fa paura, quella di cui dici: “io non potrei mai essere così”. Invece si, tu sei come me. Io vivo dentro di te, sono te, sono la tua sorella perduta, la tua sorella non ascoltata. Mi chiamo Lilith.

Ci sono cose che non sai, non sai che io ho dovuto andarmene. L’epoca della sorellanza era finita. L’epoca delle emozioni era finita. Solo così poteva cominciare il nuovo ciclo, il ciclo del razionalismo, dell’intelletto, il periodo maschile. Io ero troppo forte e la parte maschile era invece ancora così debole; se fossi rimasta non avrebbe mai potuto svilupparsi fino a scoprire i suoi poteri. Eravamo in un momento di rottura, di distacco. Eravamo all’inizio del percorso di allontanamento dalla Verità.

Così salii al cielo pronunciando il Suo nome, L’Ineffabile Nome. E per questo fui maledetta? No, no, sorella mia, tu mi hai maledetto. Perché l’intelletto ha paura di ogni incognita, di tutto ciò che arriva all’improvviso, delle emozioni. Ma io sono la furia, la rabbia, sono quello che non prevedi. Ti ho lasciato, sei rimasta senza di me e Adamo ha cominciato a pensare al tuo posto.

E così vivevi, separata da me, nascondendomi, ma io c’ero, c’ero comunque e tu lo sapevi. Venivo a trovarti di notte, quando facevi l’amore, quando eri disperata, quando eri arrabbiata. Mi portavi dentro di te in silenzio, non raccontando di me a nessuno. Sapevi che gli uomini hanno paura di me e anche tu avevi paura di me. Così mi hai fatto diventare un demone. Hai dimenticato come ero prima, mi soffocavi nell’ombra e così la mia rabbia cresceva, cresceva sempre di più. Avresti voluto ch’io non esistessi, ma quando scoppiavi dalla rabbia ti domandavi perchè. Quando eri infelice ti domandavi perchè. Quando non ti sentivi amata ti domandavi perchè. Ti rispondo io: perchè ti mancavo io, ti mancavo tanto.

E anche tu mi mancavi, ero arrabbiata con gli uomini, volevo unirmi a loro, ma loro mi avevano tolto il cuore, e così mi rimaneva solo il potere. E così possedevo, attaccavo, succhiavo e portavo via. Vagavo nel mondo furiosamente e quando qualcuno cercava di avvicinarsi a me, fuggivo veloce come il vento. Volevi tenermi nascosta, allora io mi nascondevo. Stando nascosta potevo colpire quando e dove volevo. Perche’ le paure che non guardi in faccia hanno più potere su di te. Mi chiamavano la dea che distrugge.

mariaChi nega se stessa, non prova amore per se stessa. Conosce il dolore. Dal dolore nasce la rabbia. Mamaria Eva non poteva essere arrabbiata. E Lilith non poteva essere accettata. Così avevi due possibilità: mi tenevi nascosta e soffrivi in silenzio oppure mi riconoscevi e la società rifiutava te. L’uomo aveva paura di te. Voleva conquistarti, controllarti. Cosi tu ti controllavi e mi nascondevi. Così il mio orgoglio cresceva a dismisura, ma non rimaneva niente per me, solo il vuoto potere della sessualità. Alcuni uomini e donne sono venuti da me: io li ho aiutati insegnando loro segreti e riti magici. Così divennero potenti e superbi perché avevano il mio sapere.

Ma credi veramente di essere stata solo vittima? Oh dolce sorella mia, ma dove ti stai nascondendo, quale maschera stai indossando. Sei la santa? La sempre perfetta? E i tuoi giochetti di potere? Le tue lacrime per piangerti addosso? Le tue moine da gatta morta? Le tue false timidezze? O anche la tua volontà di possedere, il tuo modo di imporre comunque la tua volontà, nascostamente, passivamente? E le tue manipolazioni? Tutti i momenti in cui non sei stata fedele a te stessa e hai incolpato gli uomini del tuo soffrire. Che colpa hanno loro, se il percorso lo hai scelto tu? Tu hai abbandonato te stessa. Ti hanno maltrattato, ti hanno bruciato? E tu? E tu che hai fatto? La tua vita era così piena di sofferenza e di dolore. Abbiamo sofferto, ma abbiamo anche fatto soffrire. Erano tempi difficili. Sono tempi difficili. Ma abbiamo imparato tanto, abbiamo lavorato tanto. Abbiamo sbagliato, siamo cascate diverse volte. Ma ora asciuga le tue lacrime e guarda avanti, urla fuori la tua rabbia e vai! Continua a camminare, anzi a volare. C’è un cammino da percorrere. Io ti aspetto e questa volta cammineremo insieme, fianco a fianco, tornando insieme alla Luce, complete. E’ passato tanto tempo per continuare ancora ad essere in guerra con gli uomini. E’ arrivato il tempo della pace. Il tempo per essere in pace con noi stesse e per perdonarci, per comprendere e per lasciare i nostri pesanti fardelli.

Ma ora ti racconto una storia: c’era una volta una giovane donna che mi portava in sè. Non voleva riconoscermi, ma sapeva che esistevo. Credeva di essere una santa, una brava ragazza, una con valori e idee ben chiari. Ma non era felice e non conosceva il vero amore. Una parte di lei rimaneva sempre distante, intoccabile. Un giorno conobbe un uomo e quell’uomo era in grado di vedermi. Aveva occhi puri. Mi cercava, mi chiamava, mi voleva. Ma io scappavo, non credevo che mi sarei mai potuta unire a lui.

Eravamo in tre: lui, la donna ed io. La donna non mi vedeva, ma credeva a quello che lui le diceva. Così incominciò a cercarmi, a chiamarmi. I suoi richiami erano deboli, non era abituata ad usare le sue sensazioni. Mi cercava con i sensi, ma la sua testa rimaneva tra le nuvole. Ma il suo amore era così forte che continuava a chiamarmi, a cercarmi, a provare a sentirmi. E l’amore dell’uomo era così forte che continuava a combattere contro miei poteri.

Così la donna un giorno riconobbe la sua rabbia. Riconobbe il suo odio. E riconobbe i pensieri che tenevano in gabbia le sue emozioni, le sue sensazioni. E così cominciò a costruire. E cominciò ad amare e ad essere felice. E a capire che essere brava non serve a niente.

Ma all’improvviso si chiuse, andò lontano, eresse di nuovo un muro. L’uomo la guardò e le domandò, “Ma che fai perché distruggi?” “Distruggo? Io? No.” E l’uomo: “Ma perché non vuoi stare bene, perché vuoi rimanere nella sofferenza?” “Sofferenza, quale sofferenza? Io voglio solo essere felice.” Gli rispose.

Ormai siamo così lontane da noi stesse che non riconosciamo nemmeno più il nostro soffrire e così ripetiamo il nostro vuoto mantra: “Voglio essere felice.” “Voglio essere felice.” Ma lei non era affatto felice.

Così la donna cominciò a domandarsi che cosa significa distruggere. Perché quando si trovava così vicina al suo uomo, scattava furiosamente la sua rabbia, cominciava a lamentarsi per ogni banalità e a sentire solo il peso della vita? E così mi vide. Vide quella che era fuggita dall’uomo e che non sapeva più amare. Vide quella che portava con sé solo rabbia. Quella che viveva nell’oscurità creando tempeste. Tempeste di veleno, di dolore e di sofferenza. Allora mi domandò perché la allontanavo dal suo uomo proprio quando si sentiva finalmente amata. Perché le negavo l’orgasmo proprio quando era più vicina a provarlo? Perché si ritrovava sola, spaventata dall’amore?

Perchè io sono sola, perchè io sono isolata e perchè io sono quella che non è più capace di amare.

E così andarono le cose: lei costruiva, io distruggevo, lui combatteva, lei combatteva, lei ricostruiva, io distruggevo ancora. Un giorno lei crollò, arrivò all’esaurimento, pregò, mi pregò di farle trovare pace. Non ce la faceva più a portarmi dentro di sè, non voleva più soffrire. Piangeva davanti alla loro casa. L’uomo le si sedette accanto: “Che fai? Perché sei furiosa con me? “ “Non sono io, è lei che parla attraverso di me.” “E che cosa vuole?” domandò l’uomo. “ Vuole te” gli rispose. “Sono qui, la ascolto.” “Vuole il tuo amore e il tuo perdono.”

E quell’uomo allora mi disse “Si”. Io divenni una cavalla impazzita, vidi tutto rosso, il cielo addensato di nubi, scappai, fuggii terrorizzata. Poi tornai. “Mi perdoni?” gli domandai. “Si, ti perdono.” E io piansi e caddi in ginocchio. Lo ringraziai. E per la prima volta mi sentii molto umile. Lui mi guardò, io ricambiai lo sguardo e per la prima volta mi sentii accettata. Lei sospirò, sorrise e il suo cuore si aprì a una danza.

Ti stai chiedendo quando mi neghi? Quando ti irrigidisci e dai una risposta educata, appresa da qualcun’altro. Quando segui la tua testa e le tue regole invece delle tue emozioni. Quando ti lamenti che il tuo uomo non ti ama. Quando gli dici che cosa deve fare e ti lamenti delle cose che non fa per te . Quando non segui i tuoi desideri erotici. Quando non ti tocchi. Quando non senti l’entusiasmo e l’euforia del vivere e dell’essere viva. Quando non senti che ogni momento è un forte orgasmo. Quando ti lasci andare solo alla sofferenza.

Ti stai chiedendo come agisce la mia forza di distruzione? Io porto disarmonia nel tuo rapporto e disarmonia nel tuo cuore quando non ti muovi in accordo con il tuo destino, allora la tua testa fischia e non capisci più niente e senti solo che vuoi rompere tutti piatti del mondo. O quando preferisci scappare da te stessa facendo l’amore senza godere, allora io vengo a chiudere i tuoi sensi. Allora fai l’amore, ma in realtà il tuo è solo desiderio di possesso, per soddisfare la tua incessante richiesta di attenzione, per cercare conferma della tua bellezza. Oppure non fai l’amore perché ti senti brutta, perché immagini che a lui non piaccia il tuo corpo. Ecco il sesso che soddisfa solo il tuo ego. Io distruggo ogni volta che ti lasci andare alla sofferenza, ogni volta che ti allontani dalla tua Anima e ti poni da sola dei limiti. Io distruggo quando non riesci a lasciare le tue vecchie abitudini, l’invidia, la gelosia, la superbia, l’egocentrismo. Io distruggo quando in te, donna e mamma insostituibile, prevale il desiderio di controllare tutto. Io distruggo quando è la tua mente che prevale su tutto il resto, arrivando prima dell’amore, dei sentimenti e della tua capacità di ascolto. Io distruggo quando non sei disposta a tuffarti nell’ignoto delle acque più profonde per giungere così a me.

E ancora ti stai chiedendo quando mi nascondi? Quando hai paura dalla tua stessa rabbia, quando non hai il coraggio di urlare. O quando urli, ma senza ragione. Quando neghi di essere furiosa. Prima di risponderti: “Ma no, io ho fatto pace con me stessa”, guarda bene nel tuo cuore e chiamami a voce alta!

Ah e come è finita la storia dell’ uomo e della donna? Stanno costruendo. Ogni giorno, ogni minuto è impegnato nella costruzione e verrà il tempo in cui anch’io mi unirò a loro.

Intanto ricorda: io sono te e tu sei me. Sono tornata, sono venuta di nuovo da te, per essere in te ed unirmi con l’uomo. Perché il ciclo è finito è cominciato il ciclo dell’equilibrio. La Regina del mezzogiorno è tornata.



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Note (di Emanuela Ghidini)

1 - Anna aveva una sorella di nome Esmeria, la cui figlia, Elisabetta, cugina quindi di Maria, fu madre di Giovanni, detto il Battista. Giovanni e Gesù erano pertanto cugini entrambi per parte di madre. La Sacra Famiglia si componeva inoltre di altre due cugine di Maria, Maria Salomé e Maria Iosé, e dei loro figli, gli apostoli Giovanni, Giacomo Maggiore e Giacomo Minore. Maria Salomé, secondo il protovangelo di Giovanni, era stata anche la prima persona ad adorare Gesù infante, la prima testimone della sua nascita.
2 - Nel XIII sec. , quale capitolo di un lungo dibattito generatosi all’interno della Chiesa fin dal VI sec., viene proposta dai Francescani la tesi del concepimento di Maria in Sant’Anna senza peccato. L’ipotesi viene accolta ufficialmente nel 1476 da Sisto VI con la bolla Cum Praecelsa e diventa definitivamente dogma l’8 dicembre 1854 sotto Pio IX. (Curiosamente e provvidenzialmente solo pochi anni dopo nel 1858 in località di Lourdes la Madonna si presenta a Bernadette Soubiros proprio come l’”Immacolata Concezione”). La perfezione della Vergine Maria rischiava infatti di essere messa in discussione dal suo essere nata da donna, ovvero dal suo essere, come tutte le donne, figlia di Eva e pertanto contaminata dal peccato originale. Il dogma dell’Immacolata Concezione servì a dichiarare che Maria, grazie all’onnipotenza di Dio, era nata priva della macchia del peccato originale, pur essendo stata concepita con un atto sessuale dai suoi genitori, Anna e Gioacchino, poiché aveva un ruolo importante da svolgere nel piano salvifico divino. L’essere senza peccato della Madonna la rende altresì esente dal desiderio sessuale, dai piaceri della carne e dalla concupiscenza.
3 - Una suggestiva tesi è ultimamente molto in voga dopo la pubblicazione negli anni Ottanta in ambito anglosassone del libro Il Santo Graal, dei documentari televisivi ad esso ispirati e del suo seguito: alla morte di Gesù, Maria Maddalena, accompagnata dal ricco ebreo Giuseppe D’Arimatea, sarebbe fuggita dalla Palestina portando con sé il mitico Santo Graal (un oggetto? una coppa?), nonché il segreto della vera storia dell’uomo Gesù/Jeshoua. L’idea s’ispira alla medievale Legenda Aurea di Jacopo da Varazze del XIII sec. Secondo cui la Maddalena, compagna di Gesù, era incinta e fuggì per mare insieme alle altre Marie presenti alla crocefissione, ovvero Maria Salomé, moglie di Zebedeo, e Maria Iosé, moglie di Cleofa (o Cleopa). Con loro era anche Sara, la serva nera di Maria Iosé. Originaria dell’Egitto, Sara-la-Kali (Sara la Nera) è ancor oggi venerata come Santa Sara, patrona degli zingari e festeggiata ogni anno in Camargue a Saintes Marie de la Mer dal 24 al 28 maggio, manifestazione sincretistica e cristianizzata dell’antica Dea Madre. La compagnia risalì poi il Rodano e si unì alla tribù dei Franchi che altro non era che l’esule tribù ebraica di Beniamino. Lì la Maddalena avrebbe dato alla luce un figlio di nome Giacomo da cui ebbe origine la stirpe dei re Merovingi, chiamati re taumarghi, ovvero guaritori, perché partecipavano dei poteri salvifici di Cristo, per mezzo dell’appartenenza al suo stesso sangue. Il Santo Graal altro non sarebbe che un’errata tradizione di Sang Real, il sangue reale. Secondo altre tesi, il frutto dell’unione di Maddalena e di Gesù fu una figlia di nome Sara. Sara d’altronde era un nome ebraico diffusissimo perché legato a Sara, divinità femminile, Dea Madre delle prime tribù ebraiche.

4 - Lilith (o Lilit o Lilitu), Signora dell’aria, Dea-civetta o Dea-gufo di origine ebraica, prima donna creata e prima moglie di Adamo, spodestata dal suo rango divino, divenne demone e spauracchio notturno. Sotto forma di donna bellissima e affascinante attrae l’uomo grazie al suo pericoloso e infido potere di seduzione, per poterne bere il sangue. Sotto le spoglie di livida megera, succhia via la vita ai bambini maschi. Associata alla tempesta, alla malattia, alla disgrazia, alla sterilità e alla morte, Lilith è una folata improvvisa di vento gelido, è il latrare di cani nella notte, è il brivido che corre lungo la schiena quando ci si rende conto di essere da soli al buio.
5 - Attraverso il culto di Maria, fin dai primi secoli della diffusione del cristianesimo, la castità è stata esaltata e proposta come il modello più alto di comportamento cui i cristiani dovrebbero aspirare, essendo l’atto sessuale la più grave forma di peccato. Verso la fine del IV sec., Giovanni Crisostomo giunge addirittura a sostenere la “verginità perpetua” di Maria, ovvero una verginità ante partum, in partu e post partum, che diviene dogma della Chiesa col Concilio Laterano del 649 sotto papa Martino I. Viene così definitivamente sancita l’asessualità di Maria, la più completa estraneità del suo personaggio alla sfera del sesso. All’esaltazione del modello ascetico di Maria ha fatto da contrappunto la demonizzazione della donna vista unicamente come carne e materia, essere inferiore all’uomo perché priva di razionalità, puro istinto e passione da tenere costantemente sotto controllo e quindi in un ruolo subalterno. In questo modo la donna Maria/Myriam viene trasformata nella Madonna, figura asessuata, costruita per poter assurgere a perfetto simbolo della mentalità patriarcale.
6 - Tra gli anni Quaranta e Cinquanta del Novecento sono stati scoperti in una serie di grotte a Qumran nel deserto del Sinai i cosiddetti “Rotoli del Mar Morto”, manoscritti comprendenti vari testi biblici in ebraico, in aramaico e in greco e databili tra il 150 a.c. e il 70 d.c.. In quest’area, le rive occidentali del Mar Morto, e nello stesso periodo era insediata la comunità degli Esseni Terapeuti, ovvero guaritori, una setta ebraica di cui abbiamo descrizioni in Plinio, che riprendeva l’antica devozione di uno Spirito Santo femminile, chiamato Michal o Michael, la Sapienza, associata al culto di una divinità solare maschile. La Sapienza (Sofia in greco) aveva generato Adamo in Ebron, centro del mondo allora conosciuto, mischiando polvere della terra e acqua di mare. Il Sole era invocato ogni giorno prima del suo levarsi, rivolgendo l’inchino e la preghiera verso oriente. La domenica, e non il sabato ebraico, era il giorno solenne per gli Esseni; si astenevano da sacrifici animali e si rifiutavano di praticare il culto all’interno del tempio di Gerusalemme. Credevano in potenze angeliche, gli arcangeli, al servizio dell’uomo-iniziato; in particolare invocavano l’arcangelo Raffaele in qualità di angelo della guarigione così come descritto in Tobia e nel Libro di Enoch. L’uomo Gesù/Jeshoua, nato da famiglia discendente per parte di padre dal lignaggio di Davide, e quindi di Abramo, fu probabilmente uno straordinario iniziato della comunità essenica.
7 - La carismatica figura di Gesù fu con ogni probabilità strumentalizzata dalla setta ebraica degli Zeloti, un gruppo politico nazionalista del I° sec. che mirava all’indipendenza della Palestina dalla dominazione romana e alla restaurazione della casa reale ebraica di Davide. Ribellandosi attivamente e con l’uso delle armi, cercarono, attraverso la figura di Cristo, Re d’Israele, di promuovere una rivolta popolare. La grande rivolta del 66-70 finì però con la presa definitiva di Gerusalemme da parte dell’imperatore Tito Flavio Vespasiano, facendo così tramontare per sempre il piano degli Zeloti. Tra gli apostoli, erano Zeloti Giuda Iscariota, Simone detto Pietro (poi San Pietro) e Simone il Cananeo, detto appunto lo Zelota.
8 -
Il cristianesimo, pur predicando l’uguaglianza di tutti gli esseri umani, attraverso i discorsi dei padri della Chiesa dichiarò la propria profonda misoginia, affermando la naturalità della subalternità femminile e dipingendo la donna come simbolo e strumento della tentazione e del peccato. Nella Lettera ai Corinzi (I,11,3 e 7) San Paolo scrive che “l’uomo è il capo della donna” e che mentre “l’uomo è immagine e gloria di Dio, la donna è gloria dell’uomo”. In Tertulliano troviamo invettive quali “Donna, tu sei la porta del diavolo” e per Clemente Alessandrino “ad ogni donna reca vergogna il solo pensare che è donna”. Ma la patristica raggiunge l’apice della misoginia con Sant’Agostino e la sua teorizzazione dell’esistenza di un ordine naturale in base al quale la donna era destinata a servire l’uomo.


* testi originali di Anna Eszter Pataky, pubblicati su www.ilcerchiodellaluna.it nel novembre 2010.
Per comunicare con Anna Eszter, potete scriverle a:pataky.annaeszter@gmail.com


 

 

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