Galleria delle Dee                                 
Incontrare le Dee attraverso storia, mito, immagini e racconti

HEBE. LA DEA BAMBINA
Di Valeria Melissa Aliberti

C’è una parte di noi che rimane, o sarebbe bello e sano che rimanesse, sempre puramente bambina: gioiosa, spontanea, libera, aperta alla magia ed al gioco, con uno sguardo incantato sul mondo*.


 

I Greci diedero a quest’Anima Bambina aspetto femminile e la chiamarono Hebe, la giovinezza.

Nella mitologia classica Hebe ha poca o nessuna importanza, tuttavia doveva essere una figura molto molto antica.
Il fatto che non si possano a lei attribuire episodi o tratti specifici ci può forse suggerire quanto Hebe fosse, e sia, pura forza di vita immanente e interiore, non identificabile in una figura con un corpo e una personalità, caratterizzata da vicende prettamente umane.

Hebe è, come Eros, un’illimitata energia, dirompente ed incontenibile, piena di vita e frizzante come il venticello di Primavera.
Ci viene descritta come figlia di Zeus e di Hera, ma è con quest’ultima che il suo legame è più stretto.

Hebe è talvolta considerata il doppio di Hera, talaltra madre e figlia sono un unico inscindibile, parte l’una dell’altra, una Dea Doppia, come accade per Demetra e Core.
La cultura olimpica patriarcale ha trasformato Hera nella parodia di se stessa tuttavia ella ha mantenuto alcune delle sue più antiche e belle caratteristiche che la identificano come la Grande Dea Madre indifferenziata e onnicomprensiva, Signora della Terra e del Cielo, della Vita e della Morte, delle piante, degli animali e di tutto il Grande Ciclo.

Hebe è una parte integrante di questa potente Madre Matrice Cosmica, un suo riflesso, sempre luminosa e ridente.
Lei è sempre giovane, e l’eterna giovinezza è il suo dono.

Hebe era infatti la coppiera degli Dei. Era lei che preparava e serviva il nettare che permetteva agli olimpi di rimanere immortali. Era la custode della loro sopravvivenza.

 

Allo stesso modo Hebe nutre e custodisce la nostra Bambina interiore, perché è grazie alla nostra Anima Bambina che anche noi possiamo sfiorare l’immortalità vivendo pienamente ed in maniera gioiosa il nostro presente.

Hebe ci serve il suo nettare di meraviglia.

Quando danziamo a piedi nudi sotto la pioggia, quando rincorriamo le foglie che cadono dai rami sospinte dal vento, quando siamo in contatto con la nostra sana immaginazione, quando risvegliamo la Donna Saggia e Selvaggia, quando ci dimentichiamo delle convenzioni e dei giudizi sociali e ridiventiamo spontanee e del tutto naturali Hebe è con noi, ci porge la sua coppa d’ambrosia e sorride felice nel nostro cuore e sul nostro volto.



Hebe, giovane e generosa, offre i suoi doni non solo alle Donne, ma anche agli uomini.

Si narra infatti, in uno dei pochi episodi che la riguardano, che Eracle, per divenire immortale, dovette sposarla, dopo “essere rinato” mimando la sua nascita uscendo da sotto la gonna di Hera e dopo avere bevuto un sorso del latte della Regina degli Dei.
Ciò ci può suggerire che anche gli eroi per potersi pienamente realizzare debbano entrare in contatto con il proprio sé bambino e forse col loro lato femminile.
Un unione mistica che va ben al di là del senso scarno che il matrimonio aveva in epoca classica e che il mito ha voluto banalmente attribuire a Hebe e Heracle lasciandoci però una traccia per scorgere il significato più profondo.

Hebe fu poi del tutto dimenticata quando il suo posto di coppiera degli Dei fu dato da Zeus ad un giovane fanciullo da lui amato, Ganimede.
Si racconta che durante uno dei suoi servizi Hebe cadde, mostrando a tutta la divina assemblea le sue parti intime.

Un ultimo disperato gesto della Grande Madre per ricordare anche agli Dei olimpi misogini e prevaricatori la sua grande e bella vagina, il luogo da cui tutti veniamo alla luce.



Testo di Valeria Melissa Aliberti, pubblicato su www.ilcerchiodellaluna.it nel marzo 2012.
E' vietata la riproduzione senza il consenso dell'autrice.


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Un ringraziamento:
Hebe è stata la prima Dea che io abbia incontrato nella mia vita. Quando ero molto piccola, avrò avuto sette o otto anni, mia mamma mi regalò "Olympos. Diario di una Dea adolescente" di Teresa Buongiorno. Devo molto a questo libricino così curato, dolce ed ironico. Gran parte della mia tensione verso il femminino sacro e la mia grande passione per la mitologia hanno iniziato a sbocciare da lì. Ancora oggi, ogni tanto, lo rileggo con vero gusto e mi incanta oggi come allora, mantenendo il contatto con la mia Anima Bambina.
Infinitamente Grazie quindi a Teresa Buongiorno e al suo libro.


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*Nota (a cura di AnnaPirera):
La giovinezza non è un periodo della vita,
essa è uno stato dello spirito,
un effetto della volontà,
una qualità dell’immaginazione,
un’intensità emotiva,
una vittoria del coraggio sulla timidezza,
del gusto dell’avventura sulla vita comoda.

Non si diventa vecchi per aver vissuto un certo numero di anni;
si diventa vecchi perché si è abbandonato il nostro ideale.
Gli anni aggrinziscono la pelle,
la rinuncia al nostro ideale aggrinzisce l’anima.

Le preoccupazioni, le incertezze,
i timori, i dispiaceri,
sono nemici che lentamente ci fanno piegare verso la terra
e diventare polvere prima della morte.

Giovane è colui che si stupisce e si meraviglia,
che si domanda come un ragazzo insaziabile " e dopo?",
che sfida gli avvenimenti e trova la gioia al gioco della vita.

Voi siete così giovani come la vostra fede,
così vecchi come la vostra incertezza.
Così giovani come la vostra fiducia in voi stessi,
così vecchi come il vostro scoramento.
Voi resterete giovani fino a quando resterete ricettivi.
Ricettivi di tutto ciò che è bello, buono e grande.
Ricettivi al messaggio della natura, dell’uomo e dell’infinito.

Se un giorno il vostro cuore
dovesse essere mosso dal pessimismo
e corroso dal cinismo;
possa Dio avere pietà della vostra anima di vecchi.

(D. Mac Arthur)

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FONTI:
Del Ponte Renato, “dei e miti italici”, ECIG
Graves Robert, “I miti Greci”, Longanesi
Graves Robert, “La Dea Bianca”, Adelphi
Goodrich Norma L., “Priestesses”,
Kerenyi Karl, “Dioniso”, Adelphi
Marconi Momolina, “Il santuario di Hera alle foci del Sele” in “Da circe a morgana” a cura di De Nardis Anna, Venexia
Monaghan Patricia, “Figure di donne. Il dizionario delle Dee e delle eroine”, Red Edizioni
Noble Vicki, “La Dea doppia”, Venexia
Pinkola Estes Clarissa, “Donne che corrono coi lupi”, Frassinelli
Walker Barbara, “The woman’s encyclopedia of Myth and secrets”,

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IMMAGINI:
In apertura: dipinto trovato online. se ne conoscete l'autore, segnalatecelo, grazie.
Foto di autore sconosciuto
Ebe di THORVALDSEN
Ebe di CANOVA
Ebe, installazione di autore sconosciuto, Lincoln Park Conservatory, Orchid House, 1965

 




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